Casa, Grassi (Spini per Firenze): "Non alienare, ma investire sul patrimonio pubblico attingendo ai fondi regionali e nazionali"

"Sul social housing salvaguardiamo il bilancio e utilizziamolo principalmente per recuperare gli immobili del Comune"

“La priorità per l’edilizia sociale deve essere quella di investire sul proprio patrimonio ed essere capaci di attrarre fondi economici da Regione e Stato”. Lo afferma i consigliere Tommaso Grassi, che stamani ha partecipato al Convegno sulle politiche abitative del Comune di Firenze.
“Mi congratulo con l’Assessore Fantoni per aver saputo mettere intorno allo stesso tavolo a dibattere i diversi soggetti che potranno essere coinvolti nelle politiche abitative del futuro e per aver contribuito a far emergere il grave disagio abitativo più volte da noi denunciato – ha aggiunto Grassi –. Il futuro delle politiche abitative deve essere capace di garantire flessibilità agli strumenti adottati e allo stesso tempo stabilità per i bilanci pubblici presenti e futuri: basti pensare nel caso del social housing a come un tasso troppo elevato di remunerazione garantita per gli investitori privati può influire sui bilanci dei prossimi 30 anni. La Città di Firenze si trova nella condizione, a differenza di altre città italiane, di non avere aree non già edificate di proprietà pubblica da poter offrire per investimenti con fondi per il social housing e quindi si trova a confrontarsi, con l’unico potere della pianificazione territoriale, di fronte ad investitori privati che invece hanno aree, spesso non edificabili, ed immobili con destinazione non residenziale per le quali necessitano di una variante, da offrire in cambio dei finanziamenti nazionali.”
“Nonostante non possano essere condivisi molti aspetti del federalismo demaniale a livello nazionale – ha sottolineato il consigliere di Spini per Firenze –, questa potrebbe rivelarsi un’opportunità per il Comune di Firenze, che potrebbe recuperare il gap nei confronti delle proposte dei privati e usufruire a pieno dei fondi nazionali e regionali per reinvestire, sui beni che saranno trasferiti, per lo sviluppo delle politiche abitative che possano rispondere sia al bisogno di alloggi popolari che a quelli ad affitto calmierato. Constatiamo che finora l’Amministrazione Comunale ha pensato più ad alienare che ad investire sul proprio patrimonio: basti pensare ai numerosi ‘gioielli’ destinati all’alienazione, o a strutture come quella di Via Beata Umiliana, che vengono vendute sapendo già che grazie ad una variante urbanistica ‘silente’ dal 2007, i volumi saranno triplicati a favore di chi lo acquisterà per molto poco. Dall’altra parte se il Comune vuole dare spazio a piani d’intervento misto pubblico - privati, è necessaria una profonda revisione degli strumenti comunali: gli accordi territoriali vanno rivisti, è paradossale che un alloggio di meno di 50 metri quadri vada a costare oltre 1000 euro al mese, a causa del canone di 8,81 euro al metro quadro e ad annessi supplementari, quali garages, cantine e soffitte non abitabili che fanno lievitare i prezzi. Questo è inaccettabile quando coloro che costruiscono ricevono oltre il 50% del costo di costruzione come contributo pubblico.”
“Firenze – ha concluso Grassi – deve essere capace di attrarre i fondi necessari e di lanciare un Piano Straordinario di interventi sul proprio patrimonio e su quello che in prospettiva potrà esser trasferito con il federalismo demaniale: su questo tema si gioca il futuro delle politiche abitative della Città.”
(fdr)