Giocoli (PdL): "'Amo Firenze', gli Angeli neri', ora gli Angeli del bello'. Renzi come Cioni pensa di sconfiggere il degrado con spot e slogan"
“Sarà anche vero che il sindaco Renzi è la ‘faccia nuova’ del PD, ma di sicuro su un tema cruciale per Firenze come la lotta al degrado, somiglia pericolosamente al suo predecessore Domenici e all’ex ‘sceriffo’ Cioni. Come non ripensare alla campagna ‘Amo Firenze’ e all’iniziativa degli ‘Angeli neri’ antiabusivismo davanti a questi nuovi ‘Angeli del bello’?”. Questo il commento della vicecapogruppo del PdL Bianca Maria Giocoli.
“Allora, purtroppo per Firenze e i fiorentini, queste iniziative puramente mediatiche non sono servite a risolvere i problemi veri del decoro della città – ha aggiunto l’esponente del centrodestra –. La campagna ‘Amo Firenze’, presentata in pompa magna nel 2006 con sindaco, assessori, presidenti delle partecipate, consiglieri comunali e sponsor privati, prevedeva numeri verdi, coinvolgimento di anziani (pomposamente denominati ‘sentinelle della città’), gentili hostess e premurosi steward (ragazzi e ragazze che dovevano informare cittadini e turisti oltre che stimolare comportamenti corretti e rispettosi del decoro della città). Trascorso il primo anno, fu però chiaro a tutti che oltre agli slogan e ai manifesti pubblicitari, nulla era cambiato: l’abusivismo commerciale continuava a farla da padrone in strade e piazza del centro storico, sporco e bivacchi erano il ‘frutto’ del passaggio delle frotte di turisti davanti ai nostri monumenti”.
“Da fiorentina, prima ancora che da consigliera comunale – ha concluso Giocoli – non posso che augurarmi che questa nuova specie renziana di ‘angeli’ sia diversa dai suoi predecessori, e che stavolta qualcosa cambierà davvero in città. Intanto, aspettando di misurare gli effetti concreti di questa nuova campagna dell’amministrazione comunale, oggi non posso che constatare la stretta parentela tra la vecchia e la nuova giunta di centrosinistra. Sono i corsi e ricorsi storici: Renzi, come Cioni, è innamorato dei suoi stessi slogan a tal punto da credere che bastino a risolvere i problemi”.
(fdr)