Cellai, Torselli e Roselli (PdL): "Queste le ragioni per cui abbiamo abbandonato l'aula"

Questo l’intervento dei consiglieri PdL Jacopo Cellai, Francesco Torselli ed Emanuele Roselli

“Che il Consiglio Comunale odierno fosse quantomeno ‘particolare’ lo potevamo immaginare, alla luce del fatto che, in piena contemporaneità coi lavori del Salone de'Dugento, il primo cittadino di Firenze aveva fissato, nel vicino Salone dei Cinquecento una conferenza stampa per presentare le sue iniziative sul tema del degrado e della pulizia dei muri cittadini.
E se un Sindaco che fissa una conferenza stampa in contemporanea con lo svolgimento dei lavori del Consiglio Comunale è già, di per sé, un atto grave, ancor più irrispettoso è stato il metodo con il quale si sono svolti i lavori del Consiglio stesso.
Al momento della presentazione di una mozione proposta da un consigliere di maggioranza, avente come oggetto il patrimonio ERP, in aula i consiglieri presenti erano pochissimi. Al momento di votare la mozione, infatti, era palesemente assente il numero legale necessario a rendere valida la votazione.
Il comportamento assunto dal Presidente del Consiglio, Eugenio Giani, è stato a nostro modo di vedere irriguardoso nei confronti sia dei consiglieri presenti, che di tutti quei cittadini che rappresentiamo: il tempo necessario a svolgere la votazione è stato prolungato per diversi minuti, in maniera da permettere il rientro in aula di chi se ne stava altrove, ma nonostante questo comportamento, decisamente sopra le righe, il numero di votanti era fermo a 22 (il numero legale è 23). A questo punto il Presidente Giani si è visto costretto a chiudere la votazione, ma dopo il suono della campanella che sancisce la chiusura ufficiale del tempo utile per votare, alla vista del consigliere Fittante, di rientro in aula, la votazione è stata riaperta ancora una volta ed al consigliere del PD è stato permesso di esprimere il voto necessario al raggiungimento del numero legale.
Riteniamo scorretto questo comportamento ed offensivo per quelle regole che, se esistono, devono essere sempre rispettate, altrimenti ogni principio viene meno ed ogni votazione assume l'aspetto di un gioco (l'ingresso in aula del consigliere Fittante è stato addirittura accompagnato da un ironico conto alla rovescia...).
Non vogliamo certo insegnare il proprio "mestiere" ad un uomo esperto e rispettabile come Eugenio Giani, ma ci duole rilevare come egli sia costretto a ricorrere a questi escamotage fuori dal regolamento, per evitare che la maggioranza in Consiglio Comunale mostri ogni volta ai fiorentini come non sia capace, non solo di discutere la maggior parte degli atti che si limita a ratificare sottraendosi al dibattito, ma perfino di garantire in aula il numero legale.
Abbandonare i lavori del Consiglio Comunale è un comportamento che non rientra nei nostri modi di fare politica, in virtù proprio di quel rispetto per le istituzioni che sentiamo di avere. Ma quando il Consiglio Comunale diventa una giostra e le regole vengono palesemente violate crediamo sia dovere di tutti non rendersi complici di queste palesi offese verso quelle istituzioni che, ripetiamo, rispettiamo profondamente”.

Jacopo Cellai
Francesco Torselli
Emanuele Roselli