Sgombero mercatino multietnico, Galli e Tenerani (PdL): "Finalmente chiusa un'esperienza fallimentare"
Questo l’intervento del capogruppo PdL Giovanni Galli e del consigliere Mario Tenerani
“Il mercato multietnico del Lungarno Pecori Girardi, fortemente voluto dalla Giunta Domenici nel 2001 come spazio di legalità per i lavoratori stranieri al fine di contrastare l’abusivismo nel centro storico, chiude oggi i battenti confermando il fallimento che da sempre l’opposizione di centro destra aveva denunciato. Fondato su evidenti contraddizioni e costato all’amministrazione negli anni oltre 1 un milione e 200 mila euro, fra installazione dell’impianto di illuminazione, l’acquisto dei banchi vendita e ombrelloni, servizi igienici, sistemazione del giardino, vigilanza e interventi di pulizia straordinaria dovuta a condizioni igieniche sempre precarie, finanziamento e pubblicizzazione di varie manifestazioni con l’intento mal riuscito di rivitalizzare l’area (l’ultimo provvedimento dirigenziale risale al 2007 con una spesa di circa 341.000 euro), oggi viene smantellato sconfessando la politica della Giunta Domenici che l’aveva propagandato come opportunità di integrazione e diffusione di nuoveculture. Uno spazio nato fra le polemiche dei commercianti che lamentavano l’ingiustizia dell’abbattimento del 90% nell’applicazione della Cosap agli ambulanti del multietnico, delle stesse comunità di extracomunitari che si ritenevano ghettizzati e allontanati dal flusso turistico con scarse possibilità di introiti regolari, è stato mantenuto in vita per dieci anni a spese della collettività senza risolvere il problema dell’abusivismo commerciale che ha continuato a rappresentare una piaga nel centro storico e senza ottenere alcuna riqualificazione del lungarno, perché il mercatino è stato frequentato poco e male, utilizzato come dormitorio e deposito improprio di merci nonché luogo di spaccio di sostanze stupefacenti con numerosi arresti e denunce. La domanda sorge spontanea: perché l’Amministrazione si è accanita per dieci anni pur avendo nel tempo riconosciuto il fallimento dell’iniziativa? Non era forse meglio utilizzare le risorse – che tra l’altro l’Amministrazione lamenta sianosempre troppo scarse quando si devono affrontare emergenze che stanno a cuore a tutta la comunità come gli interventi rivolti al sociale, a garantire la sicurezza, alla tutela del patrimonio – in maniera più proficua? Se si persegue con convinzione l’integrazione multiculturale, bisogna impegnarsi a realizzare progetti credibili che trovino consenso e mostrino risultati apprezzabili piuttosto che propagandare un impegno che rischia di rimanere solo un’ideologia”.
(fdr)