Assalto alle navi pacifiste a Gaza, "il sindaco si faccia portavoce presso il Governo per la ripresa del processo di pace"
“Il Sindaco Renzi si faccia portavoce presso il Governo per chiedere la salvaguardia delle condizioni utili per riprendere il processo di pace”. E’ il senso della risoluzione presentata dalle consigliere Susanna Agostini e Francesca Chiavacci e sottoscritta dai capigruppo Bonifazi (Pd) , Galli (PdL), Cruccolini (SeL), Di Puccio (Gruppo Misto), Spini e De Zordo (perUnaltracittà) dopo l’assalto israeliano alle navi pacifiste dirette a Gaza avvenuto questa notte e che ha provocato ad ora almeno 19 morti. La risoluzione approvata oggi in consiglio comunale chiede al sindaco Renzi di “farsi portavoce verso il Governo, visto anche il consolidato impegno politico e umanitario di Firenze a fianco delle Ong in tante azioni di cooperazione internazionale a favore del popolo e dei territori palestinesi, richiedendo allo stesso un atto politico di salvaguardia delle condizioni utili affinché riprenda il processo di pace, con il coinvolgimento della comunità internazionale, al fine di evitare l’ulteriore drammatico aggravamento delle tensioni nell’area medio-orientale che questo episodio violento rischia di alimentare”. (lb)
Si allega l'atto
Tipo atto: risoluzione
Oggetto: assalto alle navi pacifiste dirette a Gaza.
Il Consiglio Comunale di Firenze
Condanna l’assalto di Israele, per quella che è stata definita “la più grave strage contro operatori di pace”. Quanto è successo è ingiustificato e gravissimo. Un atto di lesione dei diritti internazionali compiuto dalla marina israeliana nella notte scorsa che ha assaltato il convoglio Freedom Flotilia che si stava dirigendo verso la striscia di Gaza per portare aiuti umanitari. Uomini delle forze speciali hanno fatto irruzione nella nave calandosi dagli elicotteri. Un vero e proprio assalto che si è trasformato in una carneficina. Sono 19 gli attivisti rimasti uccisi dall'incursione, e 50 persone ferite durante l’operazione militare. Le immagini registrate sono di una drammaticità che non lascia spazio a polemiche di parti contrapposte, di routine quando avvengono accadimenti su quell’area.
Auspica che sia immediatamente accolto il sollecito fatto dall’Unione Europea per un’inchiesta accurata sul sanguinoso attacco e l’ esortazione della stessa verso Israele a consentire il libero fluire degli aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza. .
Evidenzia l’intervento dell’Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani Navi Pillay la quale si è detta “scioccata per l'assalto israeliano” contro la nave turca Mavi Marmara, una delle sei navi della "Freedom fottiglia” mentre queste si trovavano ancora nelle acque internazionali a 75 miglia (130 Km) dalla costa di Israele.
Espime dolore ed allarme per le ricadute sul piano della diplomazia della politica e di stabilità internazionale, oltre a dubbi su una continuità di rapporti Israelo-Turchi già freddi dopo l'operazione "Piombo Fuso".
Prende atto che una coalizione formata dal Free Gaza Movement (FG), European Campaign to End the Siege of Gaza (ECESG), Insani Yardim Vakfi (IHH), Perdana Global Peace Organisation , Ship to Gaza Greece, Ship to Gaza Sweden, e International Committee to Lift the Siege on Gaza ha lanciato un appello alla comunità internazionale per chiedere ad Israele di fermare il brutale attacco contro civili.
Esprime solidarietà alle famiglie delle le vittime, morti e feriti, e verso tutta la delegazione pacifista che ha subito l’ attacco armato pur essendo su di una nave di volontari e pacifisti che stavano portando generi di prima necessità ai palestinesi.
Invita il Sindaco
A farsi portavoce verso il Governo, visto anche il consolidato impegno politico e umanitario di Firenze a fianco delle Ong in tante azioni di cooperazione internazionale a favore del popolo e dei territori palestinesi, richiedendo allo stesso un atto politico di salvaguardia delle condizioni utili affinché riprenda il processo di pace, con il coinvolgimento della comunità Internazionale, al fine di evitare l’ulteriore drammatico aggravamento delle tensioni nell’area medio-orientale che questo episodio violento rischia di alimentare.