Strage via Georgofili, in Palazzo Vecchio il procuratore antimafia Grasso incontra i bambini

L'assessore Di Giorgi: «I giovani devono essere educati a ricordare»

«I giovani devono essere educati a ricordare. Molti non conoscono le loro radici. Non sanno niente del terrorismo, non sanno perché ci sono state le stragi. Ma hanno sete di sapere e quando ci sono occasioni come quella di oggi stanno a sentire con un’attenzione che commuove». L’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi, salutando il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio per la commemorazione della strage di via dei Georgofili, sottolinea che «i magistrati ce la mettono tutta ma c’è anche l’obbligo delle istituzioni di educare i giovani a non farsi sedurre da chi propone scorciatoie per avere successo nella vita, dalle proposte facili che spesso sono l’anticamera della mafia».
Subito dopo l’assessore Di Giorgi ha invitato i ragazzi presenti (gli alunni dell’istituito comprensivo Macchiaveli, i bambini della primaria Nadia Nencioni e gli studenti di un istituto tecnico di Lucca) a capire non solo «che cosa c’è stato dietro le stragi, chi è stato complice di Riina e di Cosa Nostra nella strage di 17 anni fa» ma anche a ingaggiare «giorno dopo giorno la battaglia a favore della legalità».
Nel corso dell’incontro è stato proiettato un video realizzato dall’associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili con le immagini dell’attentato tratte dai principali Tg, alcune interviste e le letture di alcune poesie da parte dei compagni di classe di Nadia Nencioni, una delle cinque vittime dell’autobomba fatta esplodere 17 anni fa.
«I miei modelli sono Falcone, Borsellino, Chelazzi, Caponnetto – ha detto agli studenti il procuratore Grasso - questi sono i miei miti, i miei eroi, non sono cantanti, veline o calciatori sono coloro che mi aiutano a continuare ogni giorno in questa lotta alla mafia». (fn)

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