Strage via dei Georgofili, stamani la consegna del sigillo della pace al procuratore antimafia Pietro Grasso

Cerimonia in Palazzo Vecchio con la presidente della commissione pace Agostini, l'assessore Di Giorgi, i capigruppo, la vedova Caponnetto e l'associazione familiari delle vittime

La commozione e poi le parole. Quelle dell’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi che ha consegnato a nome del Comune di Firenze il sigillo della pace, quelle della presidente della commissione pace Susanna Agostini che ha organizzato l’iniziativa per commemorare la strage di 17 anni fa e soprattutto le parole di Pietro Grasso che ha ricevuto il sigillo “ad una condizione – ha spiegato il procuratore - che questo sigillo sia punto di riferimento per tutti coloro che lavorano per combattere la mafia, per i giovani che si sacrificano senza condizioni. Ci sono dei risultati – ha aggiunto Grasso- che hanno del miracoloso se rapportati ai mezzi che abbiamo e alle risorse a disposizione. Non c’è pace senza verità. La giustizia è l’obiettivo. Senza la giustizia non c’è né libertà, né democrazia, né pace”. Riuniti nella Sala degli Otto erano presenti Giovanna Maggiani Chelli portavoce dell’associazione familiari vittime della strage di via dei Georgofili, Elisabetta Baldi Caponnetto vedova del fondatore del pool antimafia, i capigruppo del Pd Francesco Bonifazi, di Sel Eros Cruccolini dell’IdV Giuseppe Scola, Valdo Spini, i consiglieri del PdL Massimo Pieri e Mario Tenerani e del Pd Francesca Chiavacci, Claudia Livi e Caterina Biti. L’assessore Di Giorgi ha letto a Grasso l’alto valore del sigillo “adottato nel XV secolo dai “Conservatori di Legge”, alta magistratura della Repubblica Fiorentina che diverrà poi organo di tutela dell’ortodossia giuridica dello Stato. Il Sigillo esprime col suo logos “S.Pax et Defensio Libertatis”, tutta la sua concretezza e attualità dei principi istituzionali sui quali si fondava la Repubblica Fiorentina”.
La presidente della commissione pace commossa ha ricordato quel giorno di 17 anni fa: “Firenze – ha detto Agostini- non se l’aspettava, ma la mafia era arrivata anche qui, nella città simbolo della bellezza nel mondo. Firenze fu solo una tappa di una campagna di terrore avviata il 14 maggio 1993, a Roma: per uccidere Maurizio Costanzo era stata fatta esplodere una autobomba in via Fauro, con effetti devastanti ma senza morti. Nella notte fra il 27 e il 28 luglio a Milano, in via Palestro, una autobomba uccise altre cinque persone. Poco dopo a Roma altre due autobombe devastano la Basilica di San Giovanni in Laterano e la Chiesa di San Giorgio al Velabro. Palazzo Chigi resta isolato per ore a causa di un blackout telefonico. Poi le stragi sembrarono fermarsi. Anni dopo si saprà che nel gennaio 1994 un’altra autobomba doveva esplodere allo stadio Olimpico. L' innesco non funzionò o non fu fatto funzionare. Resta un mistero se quel disegno eversivo abbia avuto dei complici esterni. In tutti questi anni è stato fondamentale anche il contributo dell’associazione tra i familiari delle vittime di via dei Georgofili, che instancabilmente ha rappresentato la volontà della società civile di avere completa giustizia. Come semplici cittadini e come rappresentanti delle istituzioni democratiche vogliamo conoscere chi sono stati i tutti mandanti di quella stagione di lutti, di un’aggressione allo Stato che non ha eguali nella storia della nostra giovane Repubblica”.
Il capogruppo Spini, ministro del governo Ciampi all’epoca della strage ha parlato di “ponte ideale fra la Sicilia e Firenze contro la mafia. In Grasso – ha aggiunto Spini- abbiamo un presidio efficace nell’ambito della lotta alla mafia” Il capogruppo Cruccolini SeL ha rinnovato la sua fiducia al lavoro proficuo e di nuova resistenza e ha ricordato il patto di legalità con il Comune di Locri nell’ambito della battaglia alla mafia”. Per il PdL ha parlato il consigliere Massimo Pieri: “Siamo convinti della necessità di razionalizzare e tagliare ove possibile i costi per la collettività anche nelle procedure giudiziarie, come indicato dal governo. Tuttavia, non possiamo non invitare la politica tutta a uno sforzo congiunto per non inficiare il lavoro prezioso, anzi fondamentale per garantire la vita democratica nel nostro paese, svolto dalla Procura Antimafia” (lb)
 

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