Strage via Georgofili, Agostini (Pd): "A diciassette anni dall'attentato è giusto continuare ad indagare. Senza verità non c'è giustizia"
Questo il testo dell’intervento di Susanna Agostini, presidente della commissione pace del consiglio comunale di Firenze:
"Alle 1,04 del 27 maggio a Firenze una violentissima esplosione distrusse l’Accademia de' Georgofili, devastò la Galleria degli Uffizi, uccise due bambine, i loro genitori e uno studente. Oltre quaranta i feriti. A pochi anni di distanza da quella notte il pm Gabriele Chelazzi, un magistrato formidabile scomparso nel 2003 a soli 59 anni, affiancato poi dai colleghi Francesco Fleury, Giuseppe Nicolosi e Alessandro Crini, riuscì a individuare mandanti ed esecutori di quella stagione di terrore. Nel maggio 2002 la Corte di Cassazione ha confermato gli ergastoli per ‘gregari’ e boss della mafia siciliana, Cosa Nostra, tutti condannati per «strage con finalità di terrorismo e di eversione dell' ordine costituzionale». Ma Firenze fu solo una tappa di una campagna di terrore avviata il 14 maggio 1993, a Roma: per uccidere Maurizio Costanzo era stata fatta esplodere una autobomba in via Fauro, con effetti devastanti ma senza morti. Nella notte fra il 27 e il 28 luglio a Milano, in via Palestro, una autobomba uccise altre cinque persone. Poco dopo a Roma altre due autobombe devastano la Basilica di San Giovanni in Laterano e la Chiesa di San Giorgio al Velabro. Palazzo Chigi resta isolato per ore a causa di un blackout telefonico. Poi le stragi sembrarono fermarsi. Anni dopo si saprà che nel gennaio 1994 un’altra autobomba doveva esplodere allo stadio Olimpico. L' innesco non funzionò o non fu fatto funzionare. Resta un mistero se quel disegno eversivo abbia avuto dei complici esterni. Alla procura di Firenze va il nostro plauso: in tutti questi anni ha cercato con serietà professionalità e fermezza la verità. I vecchi fascicoli sono stati nuovamente aperti e le carte sono state ‘rilette’ alla luce delle rivelazioni di un nuovo pentito, che ha aperto nuovi e inquietanti scenari. Ma in tutti questi anni è stato fondamentale anche il contributo dell’Associazione tra i familiari delle Vittime di Via dei Georgofili, che instancabilmente ha rappresentato la volontà della società civile di avere completa giustizia. Come semplici cittadini e come rappresentanti delle istituzioni democratiche vogliamo conoscere chi sono stati i tutti mandanti di quella stagione di lutti, di un’aggressione allo Stato che non ha eguali nella storia della nostra giovane Repubblica. La verità la dobbiamo in primo luogo ai familiari delle vittime, ma anche a tutti noi Con questo spirito, come commissione pace, vogliamo dare seguito alla mozione del consiglio comunale che prevede di intitolare alle vittime fiorentine della mafia una sala di lettura di una biblioteca comunale. La nostra scelta, ovviamente, è caduta sulla Biblioteca del Palagio di Parte Guelfa, a poche decine di metri dal luogo dove cinque vite furono spezzate per sempre. Le indagini devono continuare, dunque. E non solo perché è un obbligo giuridico ma anche perché, come ha sottolineato il magistrato Luca Tescaroli, pm al processo per la strage di Capaci, «senza verità non c’è giustizia".
(lb)