Alienazione di Villa Strozzi, Grassi (Spini per Firenze): "Bocciata da PD e IdV la mozione contro l'alienazione"
“A sorpresa è stata bocciata con 4 voti a favore, quelli dei Consiglieri Spini e Grassi del gruppo Spini, De Zordo di perUnaltracittà e Cruccolini di SEL, e 21 contrari, tra cui tutto il PD e il onsigliere dell'IDV, la mozione che chiedeva lo stralcio dal piano delle alienazioni di Villa Strozzi”. Questa la dichiarazione del consigliere Tommaso Grassi.
“Abbiamo da sempre ritenuto che il Piano delle Alienazioni andasse rivisto dal Consiglio e alla luce della esigua cifra di 2,5 milioni di euro d'entrate da alienazioni nel bilancio del 2009, la quota di oltre 300 milioni di euro, in tre anni, ci appaiono sproporzionati e dubbia è la loro attendibilità e certezza: due requisiti molto importanti per inserire delle cifre economiche in bilancio – ha aggiunto Grassi –. Alcuni edifici e complessi edilizi, inseriti in bilancio, fin da subito hanno riscosso la contrarietà dei fiorentini, basti pensare alla vendita di Villa di Rusciano, del Meccanotessile, di alcune ex-scuole adibite attualmente a sedi delle associazioni del territorio, e edifici storici tra cui anche Villa Strozzi e il relativo parco”.
“Questa presa di posizione del PD ci preoccupa molto – ha proseguito il consigliere – perché smentisce l'impegno verso i cittadini che a livello di quartiere gli stessi Consiglieri della maggioranza avevano espresso in maniera condivisa e concorde con le opposizioni. A questo punto la bocciatura del documento e il rifiuto di entrare nel merito delle scelte fatte dalla Giunta con la predisposizione del piano delle alienazioni, non può altro che significare che la maggioranza condivide il documento elaborato”.
“Non mancheremo di riproporre in Consiglio il tema delle alienazioni - conclude Grassi - nell'interesse della collettività di non veder venduti dal Comune edifici e complessi immobiliari che invece di essere ceduti per ripianare i bilanci potrebbero essere recuperati e valorizzati nel contesto urbano per rispondere a standard urbanistici e servizi carenti in città”. (fdr)