Legge 194, Roselli e Torselli (PdL): "Cosa sta facendo il Comune per dare applicazione alla prima parte della legge?"
“Cosa sta facendo il Comune per dare applicazione alla prima parte della legge 194? Quante sono le associazioni di volontariato presenti sul territorio del Comune di Firenze che collaborano con i consultori familiari che assistono le donne in stato interessante? Quante risorse e quali iniziative il Comune di Firenze ha investito in questi anni al fine di dare completa applicazione alla prima parte della 194 al fine di tutelare la maternità?”. Sono queste alcune delle domande contenute in un’interrogazione urgente presentata dai due consiglieri del PdL Emanuele Roselli e Francesco Torselli, che ora chiedono di conoscere i dati dall’assessore al sociale Stefania Saccardi.
“E' necessario fare il possibile al fine di tutelare la vita, così come la stessa denominazione della 194 richiama fortemente ‘Norme per la tutela sociale della maternità’ – dichiarano Roselli e Torselli –. Molto spesso si decide di interrompere una gravidanza senza essere consapevoli delle alternative che possono e devono essere messe a disposizione di chi, per svariati motivi, decide di impedire la nascita di un nuovo bambino. È responsabilità di tutti promuovere la vita, sostenendo così la libertà di ogni essere umano: dalla madre al piccolo nascituro. Non possiamo permettere che sia l’ignoranza o un disagio economico ad avere la meglio sulla vita di una persona”.
“Ci sono alternative che tutelano la vita, come ad esempio l’adozione, che devono essere sempre più pubblicizzate, promosse e sostenute, al fine di salvaguardare la vita dei più piccoli ed indifesi” concludono i due esponenti del centrodestra. (fdr)
Segue il testo dell’interrogazione
INTERROGAZIONE URGENTE
Proponenti Emanuele Roselli – Francesco Torselli
visto quanto previsto dall’articolo 1 della legge 194/1978 “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L'interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non e’ mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite” con riferimento anche agli Enti Locali;
Considerato quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194 - Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza” che riporta nell’art. 2. lettera d) “contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all'interruzione della gravidanza” e nell’art. 5 comma 5 “Il consultorio e la struttura socio-sanitaria, oltre a dover garantire i necessari accertamenti medici, hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall'incidenza delle condizioni economiche, o sociali, o familiari sulla salute della gestante, di esaminare con la donna e con il padre del concepito, ove la donna lo consenta, nel rispetto della dignità e della riservatezza della donna e della persona indicata come padre del concepito, le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto”.
Motivata l’urgenza dalla rilevanza del tema in oggetto;
INTERROGA IL SINDACO
Cosa è stato fatto fino ad oggi e cosa sta facendo attualmente il Comune per dare completa attuazione alla legge 194, con particolare riferimenti agli art. 2 e 5 della normativa della 194;
Quante sono le associazioni presenti sul territorio del Comune di Firenze che collaborano con i Consultori familiari e la strutture socio-sanitarie che danno assistenza alle donne in stato interessante al fine di promuovere soluzioni alternative all’interruzione di gravidanza;
Quante risorse e il Comune ha investito dal 2005 ad oggi al fine di dare completa applicazione alla prima parte della 194;
Quante donne hanno deciso di non interrompere la gravidanza dopo essersi confrontata con il personale dei Consultori negli ultimi 5 anni;
Quali iniziative sono state realizzate in questi ultimi 5 anni per pubblicizzare e promuovere la tutela della maternità, al fine di superare le difficoltà che possono essere all’origine di una interruzione di gravidanza, con particolare riferimento agli articoli sopracitati della legge 194.
Emanuele RoselliFrancesco Torselli
24 maggio 2010