Attentato alla Misericordia, Galli (PdL): "Le forze democratiche non sottovalutino l'episodio"

Questo il testo dell’intervento del capogruppo PdL Giovanni Galli

“Desidero esprimere la solidarietà personale e del mio gruppo nei confronti della Misericordia di Rifredi per il gravissimo attacco subìto, un attacco contro una delle organizzazioni più radicate nel tessuto sociale del Paese, che opera da sempre a sostegno delle figure più deboli e bisognose. Il raid compiuto sabato notte è grave perché è un attacco vigliaccamente messo a punto non solo contro la sede fiorentina dell’Associazione, ma contro tutto il mondo del volontariato che opera da sempre a fianco dell’umanità sofferente e contro il principio del mutuo sostegno basato sulla convinzione che la solidarietà, quella vera, operativa, fatta di braccia che lavorano e non di slogan, possano comunque produrre risultati concreti, fuori dalle bandiere e dalle partigianerie. Perché disgregare, minare il mondo delle istituzioni e delle associazioni, è un modo per controllare occultamente un sistema sociale; per questo ritengo che l’attacco incendiario alla Misericordia di Rifredi non vada letto come un episodio isolato, frutto di menti insensate che operano in modo cieco, bensì testimonia l’esistenza di un substrato di intolleranza ideologica in cui è possibile seminare l’odio sociale. Nei mezzi distrutti infatti è comparsa la scritta “NO CIE” e “Confraternita della Morte” che legano probabilmente la presenza della Misericordia in due centri di identificazione ed espulsione – quello di Modena e Crotone – al consenso nei confronti dei centri stessi, come ha sottolineato anche il Presidente nazionale delle Misericordie d’Italia Gabriele Brunini. Possibile matrice politico-eversiva dunque. Per questo ritengo che le forze politiche democratiche non debbano sottovalutare questo gesto quanto piuttosto mantenere alta l’attenzione, richiamando sempre al rispetto per le istituzioni, in particolar modo quelle fondate su ideali di solidarietà e generosità umana, evitando in ogni modo di armare il braccio di chi, come dimostra chiaramente l’attacco compiuto, non ha alcun interesse per gli ultimi e gli emarginati, ma vuole trasformare il dissenso politico in strumento per distruggere quanto di buono la società riesce ad esprimere”. (fdr)