A cinque anni dalla morte Luzi ricordato nel cimitero della chiesa di San Michele a Castello

Erano presenti l'assessore all'educazione, il capogruppo di ‘Spini per Firenze' e don Paolo Aglietti, parroco di San Michele a Castello

A cinque anni dalla morte, il senatore a vita Mario Luzi è stato ricordato nel cimitero della chiesa di San Michele a Castello, nel quale riposa accanto ai genitori. Hanno parlato l’assessore all’educazione, in rappresentanza del sindaco, il capogruppo di ‘Spini per Firenze’ e don Paolo Aglietti, parroco di San Michele.
L'assessore all’educazione, che ha deposto sulla tomba la corona del Comune di Firenze, ha annunciato l'intenzione di promuovere la conoscenza di Mario Luzi nelle scuole, e di sottolineare il suo rapporto con Firenze.
«Vogliamo affidare anche ai giovani – ha spiegato l’assessore – il compito di non far dimenticare le sue parole, di farle continuare a vivere nell' immaginario delle future generazioni, nel cuore di ogni uomo. Siamo certi che Luzi sarebbe lieto di vedere tanti giovani che credono ancora nella poesia e nei suoi valori».
«Una prima, importante opportunità per le scuole della nostra città – ha aggiunto – è il Premio Internazionale Mario Luzi, giunto quest’anno alla quinta edizione, che rappresenta una grande opportunità per scrittori affermati ma anche per gli studenti che intendono portare all’attenzione del pubblico i propri testi inediti.
Nato a pochi mesi dalla scomparsa del poeta e senatore fiorentino, il premio ha cinque sezioni: viene dato spazio, infatti, non solo alla poesia internazionale e alla saggistica ma, soprattutto, ai giovani studenti.
Per la sezione "Poesia per la scuola - Vola alta parola" il bando scade il 30 marzo prossimo. Ci attiveremo per invitare i ragazzi delle nostre scuole secondarie a partecipare».
Il capogruppo di ‘Spini per Firenze’, invece, ha disegnato un ritratto della Firenze letteraria prima della Seconda Guerra mondiale, che fu in certo senso la capitale italiana della letteratura e della poesia, e ha ricordato il rapporto tra fede e arte nella poesia di Luzi, leggendo anche alcuni versi di lui.
«Mario Luzi – ha sottolineato capogruppo di ‘Spini per Firenze’ – ci ricordava un grande periodo della storia della nostra città. Anche per questo dobbiamo onorarlo, sollecitando le migliori energie culturali e sociali nell’ambito di un ridare attualità di quella lingua italiana che costituisce ancora oggi il cemento più idoneo a rilanciare la coesione culturale di un Paese per tanti versi disarticolato. In tal senso, anche in vista del 150° dell’Unità d’Italia, Firenze può giocare un ruolo veramente nazionale»
Don Paolo Aglietti ha sottolineato l'attualità di Luzi e quello che il suo messaggio può rappresentare per gli uomini e le donne di oggi. (fn)

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