CIE, Cruccolini (Sinistra): "Siamo contrari. Purtoppo il centro sinsitra ha trovato un altro punto sul quale dividersi"

"Non dobbiamo inseguire la destra sui temi dell'immigrazione. In questi anni di "berlusconismo" e leghismo è penetrato nella società italiana un sentimento di forte intolleranza. E' stato detto e fatto credere, e qualcuno ci ha davvero creduto, che il crescere della criminalità dipendeva dalla presenza degli immigrati, creando un clima di crescente insicurezza sociale ed economica su cui qulacuno ha anche speculato e contribuendo alla frammentazione e all'isolamento sociale". Lo ha detto il capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà intervenendo nel dibattito in corso in questi giorni sui Centri di identificazione ed espulsione. "Purtroppo, su questo tema importante il centrosinistra ha trovato un nuovo punto su cui dividersi, senza essere capace di ribaltare il piano della discussione. Sinistra Ecologia Libertà è contraria ai CIE, anche nella migliore delle ipotesi di gestione e al di là del rispetto dei diritti umani (diritti elementari che, comunque, nella realtà dei fatti, finora, sono sempre stati calpestati). Il CIE ha, Infatti, per definizione, come unico scopo quello di identificare ed espellere i trattenuti. La Bossi Fini prevede che non esista possibilità di regolarizzazione per chi è senza permesso di soggiorno. Oggi in Toscana - ha proseguito Cruccolini- ci sono 309.651 stranieri residenti, di cui il 51% sono donne e 209.790 sono occupati. I titolari stranieri di imprese sono 21.978, il traino all'imprenditoria femminile è dato dalle cittadine straniere. Banca d'Italia stima che all'immigrato ritorna solo la metà delle tasse che paga in termini di pensione, sanità e prestazioni a sostegno del reddito. Sarebbe utile, piuttosto, cercare di rendere più facile la vita di queste persone, pensando ad adeguate politiche per regolare i flussi di ingresso degli stranieri sul territorio, velocizzando le pratiche per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno e agevolando i ricongiungimenti familiari. Si stima che la metà degli attuali stranieri residenti sia entrata in maniera irregolare (tra queste le badanti regolarizzate nell'agosto 2009), e non per questo erano delinquenti. Le politiche dell'integrazione non sono uno "slogan", hanno lo scopo di aiutare a costruire convivenza civile, permettono conoscenza, costruiscono "cittadini" nel senso del diritto e del dovere.
Certo c'è ancora molto da fare, ma intanto rifiutiamo qualsiasi logica di apartheid e rivendichiamo con coraggio che noi siamo e facciamo altro: Firenze e la Toscana sono terra di diritti, accoglienza e solidarietà". (lb)