De Zordo: "I CIE non sono luoghi di 'assistenza' ma di privazione della libertà"

"Per la prima volta dal '38 si punisce una condizione, uno stato, e non un comportamento"

Questa la dichiarazione della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo
"L'assessore Stefania Saccardi oggi in Consiglio ha parlato chiaro: è d'accordo che si aprano anche in questo territorio i CIE, purché, precisa, siano ‘luoghi di accoglienza’. perUnaltracittà crede che un centro di identificazione e di espulsione per migranti non possa essere MAI definito un luogo di ‘accoglienza’. Anche perché è la stessa legge istitutiva a non prevederlo.
Tutti sappiamo infatti che parlando di CIE, piccoli o grandi che siano, si parla di luoghi come Ponte Galeria a Roma, come via Corelli a Milano, come Gradisca d'Isonzo. La legge stessa sancisce gli scopi di questi centri, tra i quali non vi è affatto quello dell'accoglienza. E nessuno ci può venire a raccontare che il pacchetto sicurezza del governo Berlusconi può essere sospeso per la Toscana.
I CIE funzionano ovunque nello stesso modo, cioè sono luoghi di detenzione di innocenti con il colore della pelle sbagliato. Ed è agghiacciante la concezione che ne è alla base, che trova compimento nel reato di clandestinità: per la prima volta dal '38 si punisce una condizione, uno stato, e non un comportamento.
Pensare di ‘mitigare’ questa istituzione non è solo vano, è francamente un pericoloso cedimento ideale. Quanto alla retorica del volontariato ricordo che ovunque i CIE sono gestiti non direttamente dal ministero, ma da Misericordia, Croce rossa, cooperative. Credo che questo territorio debba e possa esprimere ben altre posizioni, e dovrebbe anzi preoccuparsi di organizzare forme alternative di accoglienza vera, differenziandosi dalle politiche della destra anziché accodarsi ad essa e poi sostenere a parole di poter ‘mitigare’ quel modello. Ci sarà comunque un'altra Toscanache farà sentire la propria voce". (fdr)