Torselli (PdL): "Il ‘giovane' Renzi affida le politiche giovanili a un'ultraquarantenne. Un'altra occasione persa"

"La Cavandoli, usata come capro espiatorio, ha svelato ai fiorentini che il ‘sogno' è finito"

“La delega alle politiche giovanili, che a inizio mandato non si sapeva bene a chi fosse stata data, ha finalmente una ‘proprietaria’: è la neo assessore Cristina Giachi, quarantunenne (il ministro della gioventù ha ben otto anni meno di lei) che si autodefinisce ‘non tanto nuova’. Mi chiedo come possa un ultraquarantenne rapportarsi con i problemi dei giovanissimi, degli studenti, di chi si affaccia al mondo del lavoro, di chi ha difficoltà a mettere su famiglia. Anche stavolta il sindaco Renzi ha perso l’occasione di dare un seguito concreto alle tante parole spese in campagna elettorale sui giovani e sul rinnovamento”. Questo il commento del consigliere del PdL Francesco Torselli.
“Quando sapemmo del nome di Barbara Cavandoli come assessore allo sport dell’era post-Giani – ha aggiunto Torselli – tutti ci chiedemmo se quel ruolo non fosse troppo grande per lei. Ci fu detto che Barbara amava le sfide difficili. Adesso, col senno di poi, sappiamo che quel ruolo le fu attribuito unicamente per avere in futuro un capro espiatorio su cui scaricare il fallimento delle relazioni con la società della Fiorentina. Chiunque al posto della Cavandoli avrebbe restituito la propria delega nella mani di un sindaco che in pubblico, a fronte delle difficoltà nella firma della convenzione, l’ha di fatto delegittimata dicendo di prendere in mano la situazione. A Barbara Cavandoli va riconosciuta la grande dignità per aver scelto le dimissioni piuttosto che prostrarsi al protagonismo di Renzi”.
“La Cavandoli – ha concluso il consigliere del PdL – ha scritto nella sua lettera ‘non vedo più il sogno’. Ricordiamo bene quanto Renzi in campagna elettorale avesse fatto proprio del ‘sogno’ il simbolo della propria azione politica. Il fatto che uno dei suoi più stretti collaboratori oggi lo consideri tramontato dovrebbe dare da pensare ai fiorentini che l’hanno votato”. (fdr)