Piano strutturale, l'intervento della presidente della commissione urbanistica Elisabetta Meucci (Pd)

Questo l'iintervento della presidente della Commissione urbanistica Elisabetta Meucci (Pd) con le linee guida del Piano strutturale in approvazione in Consiglio comunale
 

 

"Signor Sindaco, Presidente, Assessori, Colleghi Consiglieri,

 

Nel pieno rispetto dei tempi indicati nel programma di mandato, viene oggi sottoposta al voto del Consiglio la delibera di approvazione del piano Strutturale, adottato il 13 dicembre 2010.


Già allora, in quella seduta, ritenni indispensabile sottolineare la brevità del tempo intercorrente fra l’avvio del procedimento e l’approdo in Consiglio, rapidità dovuta all’impegno congiunto e compatto del Comune di Firenze in tutte le sue componenti, politiche, organizzative e sociali verso il raggiungimento di un obiettivo primario e fondante qual’è quello della progettazione del proprio strumento di pianificazione strategica, vero e proprio fulcro del governo del territorio, la massima potestà attribuita dall’ordinamento ai Comuni.


Ma oggi, 22 giugno 2011, oggi che il Piano giunge all’approvazione consiliare a poco più di un anno dall’avvio di una procedura che appare riduttivo definire complessa, come Presidente della Commissione urbanistica ho il dovere e, permettetemi, anche l’orgoglio, di iniziare il mio intervento partendo da qui, dalla rapidita dell’azione, da una concentrazione virtuosa dei tempi tecnici e dei tempi politici, non casuale ma che lascia presupporre la presenza di un forte progetto politico.

Insomma, alla fine, a volumi 0 e costo 0 possiamo aggiungere velocità tendente a 0, se si pensa che in Toscana l’Irpet ha rilevato un tempo variabile fra 3 e 6 anni per l’approvazione di questo strumento di pianificazione.

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La fase finale del procedimento è iniziata il 13 marzo scorso con la scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni e da quel momento la Commissione, senza attendere, come di solito avviene, la proposta della Giunta, ha cominciato a lavorare impegnandosi per conferire al processo di osservazione la stessa natura di partecipazione delle fasi precedenti, con l’unica differenza che in questa particolare fase del procedimento deve essere rivolta al miglioramento del Piano.

Si è cercato dunque di mantenere quella tensione verso un obiettivo fondamentale per la comunità, quella tensione che fin dall’inizio ci è sembrata sempre presente al tavolo, là dove i Consiglieri hanno, senza eccezioni, rivestito il ruolo di portatori di interessi generali pur se differenziati nelle appartenenze politiche.

E’ stato dunque pienamente compreso che la fase delle osservazioni rappresenta un momento importante sotto un duplice aspetto.

Sia perché consente di valutare quanto e come i contenuti del Piano siano stati compresi e condivisi, sia perchè permette di completarlo, migliorandolo nella forma e nel contenuto.

E proprio questo riteniamo che sia avvenuto, non solo perché la Commissione si è impegnata in in tal senso, ma anche e soprattutto perchè i contenuti stessi delle osservazioni hanno indotto a riflettere su molti aspetti del Piano, hanno sollecitato approfondimenti e promosso nuove idee.

Se si pone attenzione al fatto che su 500 schede di osservazioni ne sono state parzialmente o totalmente accolte 204 abbiamo un’ulteriore riprova dell’efficacia del percorso di partecipazione previsto dal piano che, lo ricordo, fin dalla prima fase della valutazione integrata, si è concretamente posto l’obbiettivo di cambiare l’approccio della disciplina urbanistica e le modalità di comunicazione con il cittadino per far condividere, fin dal suo nascere, l’idea di città.

Un percorso dunque di sperimentazione di nuove forme di confronto attuate anche in questa ultima fase, e le cui risultanze ci hanno nuovamente confermato nella volontà di proseguirlo con le stesse modalità innovative anche nel futuro, quando andremo a definire il Regolamento urbanistico.


In questo contesto, anche le osservazioni dichiarate non pertinenti in quanto fuori scala rispetto ai contenuti strategici dello strumento urbanistico in discussione o perché considerato alla stregua di un tradizionale piano regolatore oppure perchè inerenti problematiche di carattere gestionale, anche molte di queste osservazioni hanno fornito un utile contributo alla comprensione delle esigenze dei cittadini e per la futura redazione del Regolamento urbanistico.

In particolare, e questo è l’esempio più significativo, sono state prese in considerazione quelle osservazioni che, pur rivolte ad ottenere cambi di destinazione d’uso, hanno messo tuttavia in evidenza superfici ormai prive della loro destinazione originaria.

Pur non essendo accoglibili a questo livello, esse sono state valutate dando luogo al loro inserimento nel dimensionamento del Piano, coerentemente con le modalità con cui è stato costruito, andando a modificare le relative tabelle, con un incremento di circa il 10% del totale generale, pari a 1.169.500 mq

Così come è avvenuto anche per quanto riguarda le osservazioni non pertinenti relative alla tipologia “Mobilità” che, pur attenendo alla disciplina di settore, hanno dato luogo a riflessioni da parte della Commissione sfociate in proposte di emendamento o formulazione di specifici indirizzi al Regolamento Urbanistico.

Ma, in definitiva, anche la stessa esiguità della tipologia costituita dalle 18 osservazioni che contestano la scelta fondante del Piano di eliminare i residui del PRG di nuova edificazione (e che sono risultate quasi tutte non accoglibili), sta in qualche modo a dimostrare che la filosofia del Piano che, d’altronde trova fondamento nel principio ormai consolidato che la forza della potestà pianificatoria consiste nella sua imparzialità, è stata compresa nella sua portata indiscutibilmente innovativa non solo se confrontata con gli orientamenti della pianificazione territoriale italiana, ma anche rispetto a quella regionale.


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Le tematiche più rilevanti introdotte dalle osservazioni e che hanno contribuito al completamento del Piano, comportando modifiche del testo adottato, riguardano:

La tipologia “ambiente che conta 18 osservazioni (quasi tutte accolte) apportando modifiche e integrazioni importanti sia delle Norme Tecniche che della Tavola relativa alle Dotazioni ecologiche ambientali nell’ambito della quale è stata inserita la “Rete ecologica intra urbana”, costituita dagli elementi lineari e aree verdi (alberature stradali, parchi e giardini) ubicati all’interno del tessuto urbanizzato, cosi come proposto, con particolare approfondimento, anche da un osservazione proveniente dagli ordini professionali.


Sempre con riferimento all’obbiettivo di un generale incremento delle dotazioni ecologiche ed in collegamento con il tema strategico della perequazione, risulta interessante l’osservazione, (accolta) che riguarda l’utilizzo come vuoto urbano delle aree rese libere dal trasferimento di superfici incongrue che dovranno, di norma, essere destinate a spazi pubblici, verde e piazze.

In stretto collegamento con quelle appena illustrate, è da segnalare la tipologia “territorio rurale” con osservazioni accolte in gran parte con modifiche delle norme concernenti le invarianti che riguardano il territorio non urbanizzato e con l’individuazione delle zone ad esclusiva o prevalente funzione agricola.

Rilevante per questo tema l’osservazione (accolta ed emendata ulteriormente dalla Commissione per rendere più cogente l’indirizzo al RU) che propone di istituire un parco agricolo nell’area dell’Oltregreve fino al confine comunale.

Per quanto riguarda le tipologie “invarianti e sistemi territoriali”, la prima ha subito numerose precisazioni, trattandosi di tema che introduce la salvaguardia nei confronti del PRG e la seconda ha visto una modifica consistente alla perimetrazione dell’”ambito degli insediamenti recenti”, rendendola piu confacente alla stato dei luoghi come richiesto da Regione e Provincia.

Nell’ambito della tipologia denominata “UTOE” sono state ricomprese le numerose osservazioni dirette a contestare la perimetrazione effettuata dal piano delle parti di città e rispetto alle quali, le controdeduzioni hanno riaffermato la valenza dell’elemento della strategicità che necessariamente deve essere presente nella progettazione delle UTOE, insieme a quelli sostanzialmente ricognitori dell’identità e della riconoscibilità.

E in questo senso si è fatto particolare riferimento al criterio con cui sono stati disegnati i perimetri delle UTOE che comprendono territori posti sulle rive opposte dell’Arno, criterio in base al quale, attraverso il progetto di Piano, quelle parti di città potrebbero raggiungere un interessante grado di coesione assumendo il fiume e il parco delle Cascine quali elementi di integrazione e non di barriera fisica.

E sempre in relazione a quest’ultima tipologia sono state accolte varie proposte avanzate da cittadini, gruppi politici, Consigli di quartiere e comitati, relative alla riqualificazione di ulteriori aree quali Il Borgo di Castello, piazza dell’Isolotto, piazza Indipendenza e l’abitato di Ponte a Mensola

Quanto al tema del “dimensionamento” sono state accolte le osservazioni dirette a modificare le quantità attribuite alle diverse destinazioni d’uso solo se non contrastanti con il principio del mix funzionale e, comunque, considerando sempre residuale l’attività ricettiva.


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Venendo ai proponenti, mentre risulta interessante il dato inerente i soggetti che hanno partecipato a questa fase del procedimento perchè evidenzia un deciso interessamento da parte dei cittadini (circa 2/3 e non solo come portatori di un interesse specifico) si deve rilevare l’alta qualità e l’approfondimento di temi generali presenti sia nelle osservazioni avanzate da istituzioni (Regione, Provincia, Sovrintendenza, Ordini e Collegi professionali) sia in quelle provenienti da Partiti, gruppi o movimenti politici, associazioni anche di categoria e comitati.

E’ proprio da queste proposte che sono pervenute le sollecitazioni che hanno indotto e guidato le riflessioni sia dell’Amministrazione che della Commissione e che hanno contribuito in modo decisivo al miglioramento del Piano.

Mentre è da ascrivere proprio ai cittadini la conferma in concreto di ciò che, nel nostro ordinamento, rappresenta il concetto di osservazione che non è quello di rimedio giuridico bensì di apporto collaborativo finalizzato all’individuazione delle scelte urbanistiche piu confacenti all’interesse pubblico.

In particolare, il rapporto con la Regione è risultato decisamente costruttivo, non solo da un punto di vista tecnico, visto che quasi tutte le osservazioni sono state accolte, ma soprattutto perché i contenuti del Piano, ritenuti pienamente coerenti con gli indirizzi della pianificazione regionale, hanno potuto essere completati ed integrati senza il ricorso a procedure formali di accordo, come spesso accade nei procedimenti pianificatori dei Comuni toscani.

E’ da rilevare che soprattutto per le parti relative ai temi dell’ambiente e del dimensionamento,il dialogo con la Regione ha prodotto significative integrazioni del testo adottato.

Ma anche i Consigli di Quartiere, nell’ambito delle Istituzioni, hanno fatto la loro parte poichè ad essi va riconosciuto il merito, anche in questa fase, di aver continuato ad interpretare il proprio ruolo istituzionale di rappresentanza politico-amministrativa piu vicina al territorio e dunque portatrice di competenze e conoscenze che hanno contribuito in modo rilevante alla definitiva elaborazione del Piano .

Ed insieme alle Istituzioni è da sottolineare il ruolo degli Ordini e Collegi professionali sia per l’indiscutibile livello qualitativo delle proposte, peraltro accolte su diversi punti, sia per l’impegno realmente collaborativo e partecipativo dimostrato durante tutto il percorso del piano fin dalle primissime fasi.

Collaborazione e partecipazione che ci conferma la validità dell’intenzione, come Commissione, di dare continuità a questo rapporto così fruttuoso anche dopo l’approvazione del Piano.


Quanto alla Commissione urbanistica, come Presidente, ritengo mio dovere sottolinearne il gravoso impegno profuso assiduamente ancora prima dell’approvazione della proposta di Giunta e rivolto a mantenere, anche in questa fase, la regia di un percorso complesso sotto ogni profilo, garantendone in primo luogo, com’ è giusto, la massima trasparenza.

E di questo ringrazio tutti i Consiglieri membri, compreso il Consigliere Grassi, per la particolare passione, che si sono adeguati ai tempi ristretti, non facendo mancare il loro apporto alla discussione, ed un grazie personale al consigliere Mirko Dormentoni che per il PD ha rappresentato in Commissione un punto di riferimento insostituibile.


Ringrazio anche il Presidente Giani, i Presidenti delle Commissioni e tutti i capigruppo, di maggioranza e opposizione insieme alla collega Bianca Maria Giocoli, per la sensibilità dimostrata durante questo anno di intenso lavoro.

E naturalmente ringrazio il Sindaco per il costante e autorevole presidio degli indirizzi strategici, nel massimo rispetto dell’autonomia del Consiglio comunale.

Indipendentemente da quello che sarà l’esito della votazione finale, resta il fatto che i contenuti del piano appartengono a tutte le forze politiche rappresentate in quest’aula perchè tutti hanno apportato il loro contributo dando vita a quello che mi sembra possa essere definito un grande esempio di democrazia.

E vengo alla struttura organizzativa senza la quale tutto questo non avrebbe potuto mai realizzarsi.

Ancora prima dei ringraziamenti occorre ancora una volta rinnovare il riconoscimento da parte di tutti noi dell’indiscutibile valore personale e professionale dei dirigenti e di tutto il personale coinvolto che con le proprie competenze ed il proprio impegno giunto nell’ultimo mese a livelli di dedizione assoluta, ha consentito l’approdo finale di questo progetto di grande spessore politico ma sicuramente tale anche perchè provvisto di un alto e qualificato contenuto tecnico.

E tutto questo lo dobbiamo a Giacomo Parenti, Stefania Fanfani e Pietro Rubellini, Domenico Palladino, Vincenzo Tartaglia insieme a tutti i loro collaboratori.

Senza dimenticare il sostegno prestato dal personale dell’ufficio del Consiglio con un grazie particolarmente riconoscente a Tiziana Ferrini che con il suo impegno non ha mai fatto venire meno il presidio del raccordo Giunta-Consiglio.

E di presidio c’è stato bisogno perchè, a seguito del dibattito sorto in merito alle osservazioni e sollecitato dagli spunti scaturiti dalle audizioni, la Commissione, insieme all’espressione di parere ha ritenuto
di approvare due mozioni: una concernente alcuni emendamenti alle controdeduzioni con le conseguenti modifiche al testo del Piano e l’altra una serie di indirizzi che, guardando al futuro, si rivolgono al regolamento urbanistico precisando alcune opzioni politiche.

Per ciò che concerne gli emendamenti, mentre una significativa parte di questi risulta rivolta a recepire proposte in materia di mobilità sia di livello generale sia lnerente la rete ciclabile, altre segnalazioni hanno comportato una serie di puntualizzazioni integrative delle disposizioni in materia ambientale, oltre ad un certo numero di specifiche zone da inserire nell’ambito della riqualificazione urbana.

Fra gli emendamenti sono comunque due quelli da ritenere particolarmente significativi.

Il primo relativo all’area dell’ Ex meccanotessile con cui la Commissione ha voluto uniformare il testo del Piano al contenuto preciso della mozione approvata recentemente dal Consiglio in merito agli indirizzi per la riprogettazione di quell’area.

Il secondo, che prevede la ridefinizione del concetto di perequazione, un istituto di grande impatto strategico dal momento che la sua funzione puo essere sinteticamente definita come una sfida alla rendita, vale a dire, in parole povere ma efficaci, un istituto il cui fine è quello di incidere sulla grande questione sociale, quella della ripartizione dei vantaggi economici tra pubblico e privato.

Una sfida che, seppure ancora non pienamente sviluppata, il Piano non poteva tralasciare di definire adeguatamente se, come è vero, il suo obbiettivo è quello di disegnare un progetto di città che sappia esprimere politiche volte alla cura della città pubblica in quanto bene comune e prezioso, insieme all’uso responsabile ed efficace delle aree e delle risorse private messe a disposizione, appunto dalla perequazione per la città futura.

Una città dunque che, coniugando fattibilità economica e principi di sostenibilità, sia in grado di perseguire l’obbiettivo di una coesione sociale capace ad un tempo di generare benessere e di abbattere le disuguaglianze.

La determinante partita del Regolamento Urbanistico comincerà subito dopo l’approvazione del Piano e, per allora saremo sostenuti anche dall’evoluzione della legislazione regionale particolarmente incentrata sulla delicata questione del rapporto fra Piano e Regolamento.

Ma è evidente che tutto dipenderà dalla volontà politica di dare attuazione completa e continua a queste strategie che in se contengono enormi potenzialità.

E tenendo pertanto presente che la nostra azione regolatrice potrà rivelarsi tanto più innovativa ed efficace quanto più si terrà coerente con i contenuti del Piano, che oggi, in un giorno solenne, questo Consiglio approva, disegnando un futuro all’altezza di questa città, una strategia da consegnare anche a chi verrà dopo di noi, per contribuire a tramandare, certamente non la Firenze di tanta retorica letteratura, ma quella che è sempre stata in grado di promuovere anticipazione e innovazione"
 

(lb)