Vanno avanti i lavori dell'emissario in riva sinistra dell'Arno

Questa mattina al sopralluogo al cantiere presente anche l'assessore Mattei

Tutto procede secondo i piani nel cantiere del Progetto ERSA (Emissario Riva Sinistra dell’Arno), il collettore che permetterà la depurazione le acque reflue di metà Firenze e Bagno a Ripoli, ancora non collegati al depuratore di San Colombano. Dal 22 settembre, giorno dell’avvio  del cantiere, sono state realizzate opere accessorie e posizionati 250 metri di tubi del diametro di due metri. E altri 2.000 metri di tubazioni sono già pronte per essere posizionate nei prossimi mesi.
Questa mattina il presidente di Publiacqua Erasmo D'Angelis e l'amministratore delegato Alberto Irace hanno fatto il punto dell'avanzamento dei lavori direttamente a San Colombano. Al sopralluogo era presente anche l'assessore ai lavori pubblici Massimo Mattei che ha espresso soddisfazione per lo stato di avanzamento dei lavori. “Opere come quella del progetto ERSA ribadiscono l'impegno dell'Amministrazione comunale verso una tutela consapevole del territorio e confermano Firenze come una città a forte vocazione ambientalista".
Tornando all'intervento, i lavori sono partiti dall'impianto di San Colombano che sta già depurando gli scarichi dei circa 350.000 abitanti dei comuni della Piana e della riva destra di Firenze, e stanno risalendo lungo la riva sinistra dell’Arno in modo da poter rendere operativa la tubatura mano a mano che si intercetteranno le fognature esistenti. Una volta conclusa, l’opera si snoderà lungo 7,4 km e porterà a San Colombano le acque reflue di un territorio in cui vivono circa 140.000 abitanti rendendo così l’intera area metropolitana fiorentina la prima in Italia depurata al 100%.
L’emissario in riva sinistra sarà realizzato mediante l’interramento di una tubazione che correrà per 6,8 km lungo l’asse principale sull’argine dell’Arno. A questa si aggiungerà una conduttura di un 1 metro di diametro lunga 600 metri, che raccoglierà i reflui che scaricano attualmente nel Fosso degli Ortolani, e saranno collettati anche gli scarichi di Bagno a Ripoli per 20.000 abitanti. Il costo complessivo dell’opera è di 71,5 milioni di euro, comprensivo anche dei costi per la messa in sicurezza e la bonifica di un’immensa area grande come 15 campi di calcio, utilizzata nei decenni scorsi come discarica abusiva di rifiuti dell’edilizia e del dopo-alluvione di Firenze, individuati lungo il tracciato.
“I lavori per il grande progetto del risanamento dell’Arno e della depurazione di tutti gli scarichi procedono secondo i tempi stabiliti – ha commentato il presidente D'Angelis – . Il cantiere va avanti e di fronte al gravissimo attentato che ha distrutto anche i nostriuffici di cantiere, oltre a quelli dell'Auditorium della musica, chiediamo alla magistratura di scovare e colpire i colpevoli. La Toscana non è e non sarà mai terra di mafie, camorre o pizzo. Lavoriamo con l’obiettivo di rispettare la scadenza europea, evitando multe che ricadrebbero sui cittadini e per riportare l’Arno ad essere un fiume pulito e vivo, una ricchezza e una risorsa per tutti”.
“Siamo orgogliosi di poter contribuire ad un’opera storica per Firenze e il suo hinterland e a migliorare l’efficienza del sistema fognario e di depurazione – ha aggiunto l'amministratore delegato Irace -. Per realizzare l’opera Publiacqua sta anticipando circa 40 milioni di euro di investimenti che saranno ripagati dalla tariffa solo nel prossimo decennio. Tutto ciò è reso possibile dalla capacità di poter accedere a finanziamenti sul mercato del credito in virtù del grado di efficienza raggiunto dalla nostra azienda e dalla presenza di un partner industriale di livello nazionale come Acea”.
La regolarità dell’avanzamento lavori del progetto ERSA è una notizia positiva non solo perché consentirà in tempi brevi di riportare l’Arno ad essere completamente depurato, pulito e persino balneabile, ma perché, se verranno rispettati i tempi di costruzione, saranno evitate le infrazioni dell'Unione Europea per mancata depurazione. Sanzioni che, eventualmente, ricadranno anche a carico dei comuni interessati e che sono previste dalla disciplina comunitaria, in caso di violazione delle norme. (mf)