Risorgimento, domani le celebrazioni della battaglia di Curtatone e Montanara a Palazzo Vecchio
Alla presenza del presidente del consiglio comunale Eugenio Giani, del sindaco di San Marcello Pistoiese Carla Strufaldi e del presidente del Rotary Club Michelangelo Pietro Cardinali, si svolgeranno domani le celebrazioni della battaglia di Curtatone e Montanara (29 maggio 1848).
Alle 10,30 avverrà l’apposizione di una corona di alloro alla lapide nella Loggia dei Lanzi in ricordo dei caduti, e a seguire, alle 11, nella Sala delle Miniature a Palazzo Vecchio, ci sarà l’inaugurazione di un quadro rappresentante Francesco Ferrucci (opera di Filippo Cianfanelli), e del plastico, realizzato dal professor Ugo Barlozzetti, in memoria della battaglia di Gavinana del 3 agosto del 1530 in cui perse la vita il Ferrucci. L’esercito Toscano composto da soldati regolari e volontari, nel 1848 raggiunse Curtatone e Montanara passando proprio da Gavinana per rendere omaggio all’eroe fiorentino.
“Il plastico resterà nella Sala delle Miniature tutta l’estate – ha annunciato presentando l’evento il presidente Giani – perché soprattutto gli studenti delle scuole, ma anche tutti i fiorentini che lo vorranno, possano riappropriarsi della figura di questo grande fiorentino, esaltato è vero a dismisura durante il ventennio ma – e questo è precisamente il senso dell’iniziativa congiunta di Firenze e San Marcello Pistoiese – anche portato ad esempio durante il Risorgimento, come testimoniato dal registro custodito a Gavinana che reca le firme dei tanti che visitarono quel luogo proprio per rendergli omaggio. Le lacrime che macchiano l’inchiostro del registro sono il segno concreto della commozione che questa figura suscitò nell’animo di quegli uomini e quelle donne che nel Risorgimento combatterono per l’Italia Unita”.
Il plastico, custodito fino a ieri nel museo di Gavinana, è stato restaurato grazie al Rotary Michelangelo, che ha inoltre collaborato per fare da tramite tra le due amministrazioni comunali per l’organizzazione di questo evento.
Alla presentazione delle iniziative sono intervenuti, oltre a Giani e a Cardinali, il professor Barlozzetti e il presidente in ‘coming’ del Rotary Michelangelo Alessandro del Taglia.
La battaglia di Gavinana e la figura di Francesco Ferrucci costituiscono due elementi emblematici e rivelatori del ruolo che la memoria ebbe nel motivare una generazione all’impegno e alla lotta fino alla partecipazione diretta, come i volontari che mossero, nella primavera del 1848, alla volta della Lombardia per combattere contro quello che era considerato il più potente esercito del tempo.
La battaglia di Curtatone e Montanara, dove la componente dei volontari e della guardia civica toscana, mobilitata insieme ai soldati ed ai volontari del X reggimento di fanteria Abruzzi del Regno delle Due Sicilie che non vollero obbedire all’ordine di rientro, vide prodigi di valore e di consapevole sacrificio.
La sconfitta tattica fu una vittoria strategica: la resistenza di poco più di cinquemila combattenti contro quasi ventimila, organizzati e comandati dai più abili esponenti militari dell’impero asburgico, permise un successo all’esercito sardo che la direzione di Carlo Alberto non seppe o non volle sfruttare.
La memoria di Gavinana e di Francesco Ferrucci è profondamente connessa a Firenze.
All’inizio del diciannovesimo secolo, Ugo Foscolo - che Francesco De Sanctis riconobbe come protagonista del nuovo ruolo degli intellettuali in Italia come promotori di impegno civile -, con “I Sepolcri” e “Le Grazie”, fece di Firenze la città simbolo della necessità di un profondo cambiamento culturale.
I romanzi storici che ebbero, non a caso, un enorme successo presso le nuove generazioni - almeno nell’ambito di quelle classi in grado di leggere e, soprattutto, fra gli intellettuali borghesi, ma anche fra gli artigiani, con una larga partecipazione di giovani donne - costituirono un elemento particolarmente significativo e innovativo.
Guerrazzi aveva rinnovato nel 1836, con "L’Assedio di Firenze", l’attenzione e la vicenda tanto dell’epico assedio di Firenze, quanto della figura di Francesco Ferrucci.
Gavinana cominciò ad essere un luogo della memoria e Massimo D’Azeglio, che nel 1841 riprese i temi di quella vicenda, scrivendo il "Niccolò De' Lapi, ovvero i palleschi e i piagnoni", ha lasciato una traccia ancora commovente presso il museo ferrucciano con il suo intervento come pittore.
Il 29 maggio 1848 è diventato evento del Risorgimento e della Toscanain particolare, per quanto avvenne l'anno successivo, e il prestigio che acquisì Giuseppe Montanelli per la proposta di partecipazione alla Costituente italiana.
Il 27 aprile 1859, con le conseguenze che quella rivoluzione pacifica ebbe per l'unificazione e l'indipendenza nazionale, dipese in buona parte da quel processo di trasformazione nella coscienza dei toscani dovuto anche alla memoria della propria storia. Emergeva Dante, inteso come profeta, ma anche la difesa della Repubblica a Firenze intesa più contro lo straniero che contro Clemente VII.
La Battaglia di Gavinana fu percepita e sentita come l'estremo tentativo della lotta per la libertà e l'indipendenza dell'Italia.
Ai tanti contributi di artisti e letterati del XIX secolo, bisogna aggiungere i contributi scientifici, al di là delle rinfunzionalizzazioni degli anni trenta, degli storici del ventesimo secolo, come Piero Pieri che concluse la sua fondamentale opera sulla crisi militare del Rinascimento proprio con la battaglia di Gavinana o il più recente contributo, del primo anno del nuovo millennio, di Mario Troso.
Goffredo Mameli ha fissato, con quel canto degli italiani divenuto Inno nazionale, amato e diffuso dai combattenti per la libertà e l'indipendenza, nella relazione tra le generazioni, il ruolo della memoria.
Visualizzare quel lontano scontro, avvenuto il 3 agosto 1530, ove il valore e il coraggio contro un nemico enormemente superiore, non può non emozionarci ed aiutarci a capire, ora e qui, la responsabilità che abbiamo nella riconoscenza del sacrifico delle generazioni che ci hanno preceduto.
La vicenda di Ferrucci, alla difesa della Repubblica e nella battaglia di Gavinana, commossero profondamente vasti strati di popolo, soprattutto in Toscana.
Gavinana divenne sempre più un luogo dell'immaginario collettivo, Ferrucci eroe e modello, nel corso del diciannovesimo secolo e non solo per gli italiani.
Un registro, che una famiglia tiene a Gavinana, dimostra come il piccolo centro dell'appennino pistoiese sia diventato meta di pellegrinaggi per la crescente consapevolezza del valore dell'impegno per la difesa della libertà e molte sono le firme di stranieri, tra i quali vi è quella dello scrittore statunitense Mark Twain.
Nell'aprile del 1848, in particolare, due battaglioni di volontari, il primo e il secondo fiorentino, con tre pezzi di artiglieria, con il Maggiore Landucci del II reggimento di linea e con Bartolomeo Fortuna e Giovanni Facduelle, si fermarono a San Marcello dove arrivò anche il Maggiore Belluomini e molti di loro andarono e piansero a Gavinana; furono poi raggiunti dal Colonnello Rodriguez con il I battaglione del X reggimento di linea del Regno delle Due Sicilie, e successivamentedal II battaglione di tale reggimento che arrivò con un altro battaglione di 500 volontari napoletani comandati da Cesare Rossarrol, nel quale vi era Enrico Poerio.
Nel nome di Ferrucci e nel luogo di Gavinana, vi fu la precognizione forte, mai fino ad allora così profondamente sentita, dell'unità del popolo italiano.
Quei reparti furono quelli che, insieme ai bersaglieri volontari livornesi di Malenchini, pagarono il più alto contributo di sangue poco più di un mese dopo, sui campi di Curtatone e Montanara.
(fdr)