"Bulli all'Isolotto", D'Eugenio: "No all'uso politico della cronaca"

Lettera aperta alla stampa cittadina del presidente del Consiglio di Quartiere 4

Questo quanto ha scritto il presidente del Q.4 Giuseppe D'Eugenio:

“La lettura de La Nazione di stamani (18 aprile) mi induce a fare ad alta voce alcune considerazioni sulla cronaca e sulla responsabilità che tutti abbiamo nella presentazione pubblica delle notizie. Una doppia pagina sui ‘bulli all’Isolotto’ e sul ‘degrado della città’ ci viene sparata addosso come una sorta di bollettino di guerra, prefigurando uno scenario da Blade Runner.
Lasciamo perdere, per carità di patria, la solita solfa del ‘Bronx all’Isolotto’, da cui lo stesso articolista prende le distanze con nettezza (ma i titolisti li leggono gli articoli?). Mi chiedo piuttosto quali effetti potranno produrre questi titoli sui ragazzi di cui parla.
Come si sentiranno nel vedersi tratteggiati come delinquenti? Quale impressione potranno ricevere da un simile marchio di infamia?
Mi domando soprattutto se chi imposta le pagine di cronaca di un grande giornale abbia una famiglia, dei figli, degli amici più giovani con cui confrontarsi. Me lo domando perché non è possibile liquidare con tale brutale semplificazione il disagio e le difficoltà di migliaia di nostri ragazzi e non è neppure corretto offrire agli adulti un simile rispecchiamento delle loro paure e una legittimazione così autoassolutoria della loro incapacità di comunicare con i giovani.
Veniamo ai fatti. Stiamo parlando di un gruppo assai numeroso di ragazzi di 13-15 anni che stazionano da tempo attorno al parco di Villa Vogel, nella zona di via Corcos-via Panerai. Da diversi mesi ci sono pervenute segnalazioni in proposito e sono stati effettuati numerosi interventi sia da parte della Polizia Municipale che da parte della locale stazione dei carabinieri.
Che cosa ne è emerso? Che si tratta di ragazzi irrequieti, che tendono a fare ‘cricca’, che spesso arrecano molestia con schiamazzi e sgommate. Non è stato rilevata nessuna forma di spaccio e i motorini, ripetutamente controllati, non sono risultati ‘truccati’.
Gli ‘Operatori di strada’, che per conto del Quartiere stanno a contatto con il disagio giovanile, lavorano da tempo con questi ragazzi e hanno rilevato soprattutto un desiderio non soddisfatto di socializzazione e la ricerca di uno spazio proprio che non riescono a ritagliarsi nell’ambiente metropolitano. Perché non ci interroghiamo su questo invece che sproloquiare di delinquenza e mostrare solo il versante da ordine pubblico del problema? Forse dovremmo occuparci della nostra incapacità (come cittadini, come persone) di affrontare quei conflitti urbani, quelle contraddizioni sociali che normalmente dovrebbero potersi ricomporre nel quadro di una sana e normale dialettica vitale fra soggetti in grado di confrontarsi e rispettarsi. Come e quando abbiamo smarrito la capacità di attivare un dialogo tra le generazioni? Non è forse da questo che deriva la nostra più o meno istintiva adesione, al di là degli schieramenti politici, al clima forcaiolo che stiamo vivendo e verso il quale magari imprechiamo?".

Giuseppe D’Eugenio, Presidente del Consiglio di Quartiere 4