Piano della somministrazione: novità per chioschi, attività ‘miste' e bagni dei pubblici esercizi

La giunta nella seduta di ieri ha approvato alcune novità che riguardano il “Piano della somministrazione” di alimenti e bevande al pubblico. La prima riguarda i chioschi “speciali” (su suolo pubblico ma con licenza di pubblico esercizio): la situazione attuale viene ‘congelata’, ma progressivamente si supera l’anomalia. Infatti alcuni chioschi, pur essendo posizionati su area pubblica, hanno impropriamente acquisito negli anni la licenza di pubblico esercizio (in deroga ai requisiti urbanistici previsti per questo tipo di attività). Quindi godono di particolari vantaggi: orari più estesi, possibilità di dehors e vendita di superalcolici. Di questi, oggi 9 hanno solo la licenza di pubblico esercizio 8 quella di pubblico esercizio di commercio su area pubblica. Per tutelare i diritti acquisiti ma porre un limite a questo fenomeno, si è deciso che i chioschi “speciali” mantengano la loro eccezionalità solo sino a che la titolarità dell’azienda permane in capo all’attuale soggetto. In caso di cessione in proprietà non verrà rinnovata la concessione per l’occupazione di suolo pubblico e l’attività dovrà essere trasferita in sede fissa. “In virtù di questo vantaggio – aggiunge il vicesindaco Nardella - per queste attività la giunta ha anche deciso di aumentare la Cosap del 30%”.
Un’altra novità riguarda la somministrazione congiuntamente ad altre attività fuori dal centro (ad esempio i caffè presso lavanderie, concessionarie d’auto o centri estetici). Stanno infatti aumentando gli esercizi che uniscono attività di somministrazioni ad altre attività produttive alle quali sono destinati i locali. Si introduce così il limite del 35% della superficie ( per non più di 30mq) destinata alla somministrazione. “L’obiettivo è evitare che la possibilità di consentire la somministrazione in locali con altra destinazione urbanistica diventi un modo per derogare ai requisiti edilizi ed urbanistici previsti per bar e ristoranti” spiega il vicesindaco.
Riguardo ancora le disposizioni a favore dei portatori di handicap, per evitare che l’accessibilità totale attualmente prevista sia impugnata (in quanto non stabilita dalle norme del settore e in alcuni casi di impossibile applicazione) si è disposto che l’accessibilità per i portatori di handicap deve riferirsi al locale (o porzione di esso) ed al bagno attrezzato.
In merito infine alla disponibilità al pubblico dei bagni dei pubblici esercizi, dopo la pronuncia del TAR è necessario aggiornare il piano e rimuovere l’obbligo di mettere a disposizione i bagni a chiunque lo richieda. La disponibilità dei bagni deve essere quindi garantita ai soli clienti per tutto l’orario di apertura del locale. “Tuttavia – aggiunge Nardella - è già in essere il piano di potenziamento e miglioramento dei bagni pubblici della città”.
 

(ag)