Rsa, Grassi: "Situazione tragica. Di fronte all'aumento della lista d'attesa per la retta sanitaria, si risolve la situazione. No a risposte evasive"

 

“La situazione dei ricoveri delle RSA è tragica e non si risolve solo snocciolando le diminuzioni dei fondi regionali e comunali ma predispondendo una strategia per porre immediatamente rimedio". Lo afferma il consigliere comunale Tommaso Grassi . "La lista d’attesa è arrivata a 360 persone ad oggi per accedere al contributo della retta sanitaria che ogni mese i familiari che hanno i parenti ricoverati in RSA devono pagare. L’attuale condizione è insostenibile e lo dimostra la manifestazione di oggi davanti all’ospedale di Firenze Nova promossa dall’Associazione ADINA e a cui hanno partecipato numerosissimi familiari che non riescono più a sostenere tutto l’importo per il ricovero a carico delle famiglie. Oggi, dopo che le signore che volevano incatenarsi hanno desistito, è stato trovato un accordo minimo temporaneo, che garantisce due mesi di ricovero a carico dell’ASL e quindi l'associazione promotrice del presidio ha annunciato che la mobilitazione prosegue e tutti i lunedì gli associati saranno sotto la sede della ASL per vigilare sull'adempimento dell'accordo raggiunto. Nonostante che il diritto alla salute sia garantito dalla Costituzione, dalle leggi nazionali e delle leggi regionali siamo di fronte ad una diminuzione dei fondi economici dovuto non ad una diminuzione dei trasferimenti dalla Regione, che con difficoltà ha posto rimedio a quelli imposti dal Governo, ma ad una scelta fatta nel 2010 di usare parte dei fondi destinati al 2011. Si tratta di un gatto che si mangia la coda e che necessità di una strategia chiara e precisa per porre rimedio alla crescente e motivata domanda dei ricoveri. Casomai dovremmo porre particolare attenzione a non tagliare quelli strumenti, come il contributo badante, che permette di abbattere il ricorso al ricovero in RSA. Un dramma che poterà alla disperazione i familiari qualora non sia posto rimedio: abbiamo avuto notizie di famiglie che si sono indebitati fortemente o hanno venduto case e proprietà pur di garantire il pagamento delle rette, adesso comprendiamo perfettamente e sosteniamo la protesta di chi non riesce più ad ottemperare al pagamento delle rette: è colpa del pubblico se non si riesce più a soddisfare neppure questo indispensabile diritto. In merito alle proprietà dell’ASP Montedomini, nonostante avessimo già inoltrato richiesta dal luglio 2010, oggi in consiglio e domani per iscritto all’assessore - conclude Grassi- inoltreremo nuovamente la richiesta, consapevoli che questa vicenda come l’approfondimento sulle convenzioni tra Comune e RSA debbano vederci nelle prossime settimane protagonisti di un approfondimento attento e accurato". (lb)