Tramvia, Razzanelli e comitati compatti nel chiedere al sindaco il rispetto della volontà popolare espressa col referendum del febbraio 2008
“Ribadiamo compatti la nostra opposizione alla linea 3 della tramvia”. Così si sono espressi all’unisono, nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi in Palazzo Vecchio, Mario Razzanelli, capogruppo di Lega Nord Toscana, e i rappresentanti dei comitati promotori del referendum tenutosi il 17 febbraio 2008: Mina Gregori (Italia Nostra); Maria Rita Monaco (Associazioni Linea 3 e Piazza della Vittoria), Raniero Casini (Salviamo Firenze).
“Il sindaco Renzi – afferma Razzanelli – che il 28 settembre è ‘sceso in piazza’ per ascoltare 6.500 fiorentini in 100 punti diversi della città, non può ignorare che 130mila cittadini presero parte al referendum del febbraio 2008, decretando la fine della linea 3. Non è pensabile che un mezzo come quello che vediamo sul Viale Talenti e alle Cascine tagli la città in due passando da Via Vittorio Emanuele, Via dello Statuto, Fortezza, Viale Lavagnini, Piazza della Libertà, Viale Matteotti, Viale Gramsci, Viale Giovine Italia, Lungarno Colombo, Piazza Gavinana, Viale Giannotti, Viale Europa, Viale Mazzini fino a Rovezzano. Chi ha avuto questa idea vuole davvero male a Firenze e meriterebbe, nella migliore delle ipotesi, di essere interdetto”.
Aggiunge Razzanelli: “Lo spazio che occuperà questo mezzo ingombrante avrà come effetto di creare più traffico di quanto riesca a ridurne, aumentando l’inquinamento acustico e atmosferico, sacrificando migliaia di posti auto e tagliando centinaia di alberi. Non è pensabile che l’asse nevralgico di scorrimento della città venga ridotto come è stato fatto per il Parco delle Cascine e Piazzale Vittorio Veneto. Se tramvia deve essere, occorre cambiare il mezzo tecnico adoperato, come ad esempio a Bordeaux, dove in città i binari sono ‘a raso’ con alimentazione da terra: una volta che il tram è passato non si vede più niente. Ma la vera soluzione per la città va trovata con una metropolitana sotterranea leggera. Alla fine dei conti viene a costare meno della tramvia. Lo dimostrano città come Torino, Brescia e Genova”.
Razzanelli ha infine annunciato che chiederà a Renzi “un incontro ufficiale insieme ai promotori del referendum per spiegare le ragioni del no alla linea 3. Inoltre, come già avevo fatto con Domenici, chiederò al sindaco di effettuare una simulazione lungo tutto il percorso della linea 3, realizzando delle corsie preferenziali per i bus, che siano per dimensioni uguali allo spazio riservato al tram. Potrà verificare di che ‘caos’ si tratta. Il Comune non dispone a tutt’oggi di una seria valutazione d’impatto ambientale per la linea 3”.
Maria Rita Monaco ha annunciato che i comitati sono pronti a riprendere la loro battaglia affermando che “se necessario scenderemo di nuovo in piazza ed impediremo fisicamente l’avvio dei cantieri”. Concetto ribadito anche da Raniero Casini.
La professoressa Mina Gregori ha dichiarato che “Firenze ha una sua complessità storica e architettonica che deve essere rispettata. Occorre adeguare il mezzo alla città e non viceversa, come si vorrebbe fare. La ‘ferrovia leggera’ proposta dall’amministrazione comunale, che non è tram, non è adatta a Firenze”.
(fdr)