"Pane e Cultura", domani dibattito col Pd alla Casa della Creatività

Parteciperanno il capogruppo di Palazzo Vecchio, i segretari cittadino e metropolitano, i presidenti delle commissioni cultura di Comune e Regione

“Con la cultura non si mangia”. Lo ha detto il ministro dell'economia Tremonti. E il Pd metropolitano di Firenze e il gruppo democratico di Palazzo Vecchio gli risponde e lo invita a venire a dirlo in faccia ai lavoratori e ai direttori dei teatri, agli operatori dei musei, ai registi e agli attori fiorentini. Con loro e per loro, il Partito democratico si ritroverà mercoledì 17 novembre alle 17.30, alla Casa della Creatività (vicolo Santa Maria Maggiore), per un confronto sul mondo culturale della città e in particolare sulla precarietà lavorativa che lo affligge. L'iniziativa si chiama “Pane e cultura” e si inserisce nella campagna nazionale del Pd in difesa della cultura e dei lavoratori di questo mondo, alle prese con i tagli imposti dal governo Berlusconi . All’inziativa interverranno il capogruppo di del Pd di palazzo vecchio Francesco Bonifazi, il presidente della commissione cultura Leonardo Bieber che coordinerà i lavori. L’introduzione è affidata al segretario metropolitano Patrizio Mecacci e le conclusioni alla segretaria cittadina Lorenza Giani. Interverrà anche il presidente della commissione cultura della regione Nicola Danti. “Ripartire dalla cultura per dare speranza al nostro Paese: questo Governo è  lo stesso che devasta scuola e università, taglia fondi agli Enti locali ed ai servizi per i cittadini, con la Legge 122 mina le basi del fare cultura in Italia – hanno detto i segretari Patrizio Mecacci e Lorenza Giani –. Noi la pensiamo diversamente: in queste settimane di mobilitazione all’ascolto dei cittadini, con il porta a porta. Incontrare il mondo culturale del territorio fiorentino significa dare un senso alto, di lungo periodo, al progetto per un Paese diverso che il Partito democratico ha in testa per governare l’Italia”. “I nostri cittadini –ha aggiunto il presidente Leonardo Bieber– hanno diritto di avere un sistema culturale all’altezza della storia e del patrimonio del Paese, ritenuto uno dei primi al mondo: non solo quindi tutela e valorizzazione dell’esistente, ma anche investimenti per sviluppare la nostra creatività artistica e rilanciare nuovamente, anche mediante riforme istituzionali ed organizzative, la promozione della cultura in Italia, che altrimenti rischia seriamente di “spegnersi” definitivamente e perdere la propria anima”. Secondo Nicola Danti “con la cultura non solo molte famiglie mangiano, ma essa è una fetta importante del nostro Pil. Un pezzo di economia del nostro Paese che non ne' clonabile ne' delocabizzabile. Per un paese come il nostro la cultura non può che essere un assetto strategico dello sviluppo. Il governo Berlusconi in questi anni non ha saputo far altro che tagliare senza mettere in campo una vera politica culturale. Così come per la scuola il vero ministro della cultura non é Bondi ma Tremonti". (lb)