Galli: "Sui nuovi dehors questa giunta ha fatto un pasticcio senza precedenti"

"E ora a pagarne le conseguenze sono gli imprenditori già vessati da prestazioni professionali obbligate e suolo pubblico per i cantieri"

“Sui nuovi dehors la giunta Renzi è riuscita nella non facile impresa di creare una situazione paradossale e a causare danni di non poco conto agli imprenditori cittadini titolari di esercizi pubblici”. Questo il commento del capogruppo di Lista Galli Cittadini per Firenze Giovanni Galli.
“Sulla vicenda noi della Lista Galli non eravamo mai intervenuti, perché eravamo e siamo d’accordo che servano criteri uniformi e di buon gusto per gli spazi all’aperto di bar e ristoranti, specialmente in centro storico – ha aggiunto Galli –. Ma poi, andiamo a vedere cosa è successo, e si scopre che anche su questa come su altre vicende dell’amministrazione si è fatta una gran confusione, denotando una preoccupante assenza di strategia nell’affrontare le questioni. L’ordinanza del sindaco ha imposto agli esercenti di adeguare le proprie strutture entro il 31 marzo. Alcuni hanno fatto le corse per essere a norma, altri, no – e a questi ultimi sono state concesse deroghe, con possibilità di continuare a sfruttare i vecchi dehors, alla faccia di chi aveva seguito le regole volute dal sindaco. E chi si è messo in regola, a lui che è successo? Che, dopo aver approntato il progetto in base a un bando di gara deciso dal Comune e approvato dalla Soprintendenza, ha dovuto pagare una parcella a un architetto per avere la scheda tecnica. Non solo, per tutto il tempo del cantiere ha dovuto pagare il suolo pubblico e i vigili per la sorveglianza. Mi chiedo: dal momento che è il Comune a imporre i lavori, non si potevano concedere alcune agevolazioni? A quanto pare, per Renzi, no. Il commerciante ‘zelante’ fa dunque tutto ciò che gli viene richiesto, spende oltre 100mila euro per realizzare la struttura, e poi? Poi arriva la soprintendente Marino e gli dice: così non va bene, va abbattuta”.
“Siamo alla follia – conclude il capogruppo –. E a questo punto ci sorgono nuove, inquietanti domande. Non sarà che lo stesso avverrà anche per il rinnovo del mercato di San Lorenzo? Il Comune sa cosa si andrà a fare lì, con quali criteri e quali costi per gli operatori?
Caro sindaco, per dirla con Giovanni Pallanti, per governare bene una città d’arte, oltre alla cultura, serve buon gusto, ma, dico io, soprattutto buon senso”.

(fdr)