Siccità, De Zordo: "Acqua razionata per i fiorentini, ma non per la TAV"

Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà
 

“Ieri il presidente Rossi ha decretato lo stato di emergenza regionale per la siccità che sta colpendo il territorio, parlando di 60 milioni di possibili perdite nel settore agricolo, paventando per l'estate scenari fatti di razionamenti e autobotti, divieti e limitazioni d'uso dell'acqua per i cittadini, possibili rubinetti a secco.
Quasi contemporaneamente Moretti, RFI e tutti gli altri attori in commedia annunciano che appena prima dell'estate partiranno i lavori della "talpa" che, oltre ad impattare come sappiamo la malmessa falda sotterranea, avvia una serie di lavorazioni che consumano una enorme quantità di acqua. Per sapere a quanto ammonta il consumo previsto, le fonti di approvvigionamento, la presenza delle necessarie autorizzazioni, abbiamo depositato una interrogazione urgente, che vuole far emergere la dimensione dell'impatto dei cantieri su una situazione già in crisi, e se questo aspetto sia stato sufficientemente valutato. Visti tutti gli altri aspetti del progetto, ne dubitiamo fortemente.
Sta di fatto che gli unici dati disponibili, alla faccia della trasparenza e dei "cantieri di cristallo", sono quelli del progetto del '98, dal quale si desume un consumo per i tre cantieri di oltre 5.000 mc di acqua al giorno (pari al consumo medio di circa 25.000 abitanti equivalenti), e per il solo cantiere si Campo di Marte oltre 1.700 mc/giorno. Al di là dei numeri, che se pur auspicabilmente ridimensionati rispetto a quanto previsto nel '98 rimarranno comunque molto elevati, che senso ha aprire tre cantieri che consumano una enorme quantità di acqua proprio nel periodo di peggiore siccità da molti anni a questa parte? E qualcuno si è posto il problema?
Se gli approfondimenti tecnici dimostrano l'insensatezza di quest'opera, il solo buon senso dovrebbe bastare adimporre quanto meno un blocco delle lavorazioni”.

(fdr)