Fortezza, Gruppo PdL: "Così Firenze rischia di perdere Pitti"

Stella, Torselli, Marcheschi e Toccafondi: "Renzi e Rossi con il loro immobilismo decretano la morte del polo fieristico fiorentino"

“Se non saranno messi in sicurezza i padiglioni - e il tempo stringe, ci sono appena due mesi di tempo - il 19 giugno Pitti, neppure se lo volesse, potrebbe tenersi a Firenze. Questa è la drammatica situazione del polo fieristico fiorentino dopo poco meno di un ventennio di amministrazioni di centrosinistra”. Questa la dichiarazione del capogruppo PdL Marco Stella insieme al presidente della commissione controllo in Comune Francesco Torselli, a Paolo Marcheschi (presidente della commissione in Regione) e all’On. Gabriele Toccafondi, coordinatore cittadino del partito.
“Servono certezze o si chiude, una terza via non esiste: continuare a galleggiare attraverso deroghe e richiesta di tempo non serve a nessuno. Basta con gli annunci: si diano certezze, il tempo degli annunci è terminato” hanno aggiunto gli esponenti del PdL.
“Dal passaggio dal demanio agli enti locali nel 2009 della Fortezza – ha sottolineato Stella – non è stato portato avanti nulla di quanto era stato annunciato per mettere in sicurezza e rilanciare le fiere attraverso la realizzazione del masterplan. Basta ricordare i passaggi. A gennaio 2011, Renzi diceva che il bando di gara sarebbe stato approntato entro il 2012, e che i lavori sarebbero stati completati entro il 2015. Ci diceva anche i costi: dai 50 ai 90 milioni, di cui 30 sarebbero stati messi dalla Regione. A giugno 2011, Comune, Provincia e Regione annunciano che il progetto sarebbe stato pronto e votato dal consiglio comunale entro gennaio 2012, e indicano anche il costo: 89 milioni. Ad oggi, in consiglio comunale non è arrivato nulla. A gennaio 2012 invece succede un’altra cosa, e cioè che all’inaugurazione di Pitti il presidente di Firenze Fiera Brotini lancia l’allarme: non si è ancora fatto nulla, e in attesa del masterplan servono subito 18 milioni per mettere in sicurezza i padiglioni, o si rischia di chiudere. Anche l’ad di Pitti, Napoleone, solleva il problema della messa in sicurezza dei padiglioni, altrimenti Pitti dovrà decidere di spostarsi a Roma o a Milano”.
“Illustrando i numeri di Firenze Fiera si può avere chiarezza sul declino inarrestabile del settore congressuale-fieristico fiorentino – ha invece notato Torselli –. La società ha perso oltre 5 milioni negli ultimi anni. E, dal 2008 ad oggi, oltre cento eventi. Nel 2011 Firenze Fiera ha realizzato 173 eventi, e il presidente Brotini afferma che, non per effettuare utili, ma per chiudere almeno in lieve perdita, ne servirebbero 250. Lo stesso presidente afferma che la sua società non è in grado di competere con le altre realtà internazionali e nazionali. E qui occorre ricordare che su 24 fiere realizzate, solo 14 erano a livello nazionale; le altre sono frutto di investitori internazionali. Ancora Brotini dice che l’amministrazione comunale non ha mai mostrato alcun interesse nella Fiera, per esempio stabilendo uno spazio dell’assessorato al turismo all’interno della Fortezza, e sostiene (e qui si arriva al reale rischio che l’economia cittadina sta correndo) che senza la messa in sicurezza dei padiglioni, Pitti a giugno potrebbe dover lasciare Firenze”.
Marcheschi, dopo aver illustrato nel dettaglio l’operazione-Fortezza tra Provincia, Regione e Comune ha ricordato come “il centrodestra da sempre spinge per il rilancio delle strutture fondamentali per l’economia di Firenze e della Toscana: l’aeroporto e il polo fieristico, mentre il centrosinistra in tutti questi anni non ha fatto altro che utilizzare le società che dovevano occuparsene per piazzarci politici trombati”.
“Il PdL, a tutti i livelli – ha concluso Toccafondi – farà sentire la sua voce, anche organizzando manifestazioni all’interno della Fortezza, per scongiurare la morte di questo settore strategico per la città. A sinistra sono capaci da anni solo di annunciare rilanci e di divertirsi con il monopoli dei passaggi di strutture tra Stato, Regione, Provincia e Comune, e in questo passaggio non si riesce più a capire chi deve fare cosa all’interno della Fortezza. È giunta l’ora dei fatti: Renzi, Rossi e Barducci ce li mostrino, e al più presto”.

(fdr)