Bilancio 2012, gruppo Pdl: "Ogni fiorentino nasce con un debito di 1.537 euro"
“Ogni fiorentino, grazie a questa amministrazione, nasce con un debito di 1.537 euro. Al primo gennaio 2012 il debito residuo ammonta a 553.522.382 euro, un record, basta pensare che soltanto due anni fa l’indebitamento del Comune di Firenze era di 495.128.912 euro”. E’ quanto afferma Marco Stella, capogruppo del Pdl.
“La cosa ancora più preoccupante - sottolinea Stella - è che nel corso del 2012 e del 2013 verranno accesi nuovi mutui per un ammontare complessivi di 90 milioni di euro, arrivando quindi a poter avere un indebitamento di quasi 650 milioni di euro. Ricordiamo che la legge fissa criteri precisi per il ricorso all'indebitamento che non è consentito per la spesa corrente, ma soltanto per gli investimenti. Se si pensa che solo nel 2012 il Comune pagherà di interessi 23 milioni di euro per il totale del suo indebitamento, è facile comprendere cosa accadrà con l'assunzione di nuovo debito, soprattutto in un periodo nel quale i tassi di interesse stanno aumentando. Se poi si pensa che per il debito che verrà contratto si ipotizza una scadenza di 15 anni si riesce a comprendere meglio chi dovrà farsi carico di questi mutui: 22 milioni di euro per 360 mila fiorentini significa 61 euro di interessi procapite solo nel 2012. Il debito del Comune ha una vita media finanziaria residua di 9 anni e 2 mesi un tasso medio ponderato del 4,44%”.
“Per quanto riguarda la composizione e il rischio tasso - continua -, il portafoglio debito, al netto degli effetti dei contratti in derivati, si presenta con una quota a tasso variabile pari al 55,3% e una a tasso fisso del 44,7%. Esiste poi tutta la questione legata agli swap. Il Comune di Firenze ha investito 270 milioni di euro in swap sottoscrivendo 13 contratti in derivati, e ogni anno paga milioni di interessi passivi”.
“Siamo molto preoccupati per la gestione del debito da parte del Comune di Firenze - conclude Stella - e per la scelta nei prossimi anni di attingere ancora a mutui facendolo lievitare presumibilmente sopra i 600 milioni di euro, un fardello pesante che condizionerà per molto tempo le scelte dei futuri amministratori”. (edl)