Commemorazione dei martiri allo stadio, Cellai (PdL): "Persa un'altra occasione per ricordare con rispetto chi ha perso la vita per amore della propria Nazione"

Questo l’intervento del consigliere del PdL Jacopo Cellai

“Una commemorazione trasformata in un comizio. Così si può sintetizzare, con rammarico, la celebrazione di stamattina dei 5 giovani fucilati nei pressi dello stadio il 22 marzo del 1944 per essersi rifiutati di arruolarsi con la Repubblica Sociale Italiana. Ho partecipato, come già avevo fatto più volte in passato, perché la celebrazione di questi 5 giovani è un simbolo di chi ha pagato le proprie scelte con la vitain nome dell’amore per la propria Nazione. Sacrifici e martirii per cui l’Italia ha perso tanti suoi giovani, schierati dall’una e dall’altra parte, animati dalla convinzione di dover anteporre il destino della propria terra a quello della propria esistenza.
Una celebrazione significativa dunque nella quale il buonsenso, prima di ogni altra cosa, doveva guidare coloro che a vario titolo hanno preso la parola davanti alle lapidi e al Crocifisso.
Buonsenso che non è mancato a Stefano Zecchi presidente della commissione cultura del Quartiere 2 né all’assessore Di Giorgi nei loro interventi di apertura. Poi ha preso la parola Sandro Targetti, familiare di uno dei 5 giovani e consigliere comunale di Rifondazione Comunista a Campi Bisenzio, e il buonsenso si è perso di vista.
Nel goffo tentativo di attualizzare un messaggio antifascista, Targetti ha criticato duramente il Quartiere 2 per aver concesso una propria sala per la presentazione di un libro nello scorso febbraio di cui si era fatto promotore anche Casaggì, movimento politico giovanile di destra. Si trattava della presentazione del libro di Giorgia Meloni, Ministro della Repubblica fino a pochi mesi fa.
Targetti ha fatto appello affinché a Casaggi’ venga tolta agibilità politica invitando i partecipanti ad approfondire quali siano le attività della stessa organizzazione. Sia io sia la consigliera al Quartiere 2 del PdL Angela Sirello, anche lei presente all’iniziativa, siamo rimasti sbalorditi. Che significa togliere agibilità politica a qualcuno? Non significa forse farlo tacere?
Soltanto il rispetto per quelle Lapidi e per il Crocifisso mi hanno distolto dal prendere la parola.
Ma puntare il dito per brutalizzare qualcuno tentando paragoni assurdi quanto pericolosi e lanciando messaggi del genere è qualcosa di antidemocratico.
Ci ha pensato poi Silvano Sarti dell’Anpi nel suo discorso a chiamare in causa pure la Procura della Repubblica.
Deluso. Ancora una volta. Perché si richiede a parole di costruire una memoria condivisa. E poi non si perde occasione, persino innanzi al Crocifisso, per additare nemici di ieri e di oggi.
Sereno. Perché quei 5 giovani meritano di essere ricordati con rispetto. E io l’ho fatto”.

(fdr)