Regolamento cimiteriale, l'intervento della vicecapogruppo Livi (Pd) sulla sepoltura dei feti
Questo l'intervento della vice capogruppo del Pd di Palazzo Vecchio Claudia Livi sulla questione del nuovo regolamento cimiteriale
"Il decreto del Presidente della Repubblica 285 del 1990 prevedeva gia’ la possibilita’ di dare sepoltura – su richiesta dei genitori – ai prodotti del concepimento espulsi dalle 20 alle 28 settimane di gestazione o – sempre su richiesta dei genitori – anche a prodotti del concepimento nelle primissime fasi della gestazione.
Quindi non e’ su questo punto la discussione, come ben sanno il sindaco e l’assessore Saccardi; e non e’ nemmeno sul “dolore delle madri e dei padri che perdono un figlio prima della nascita”, come dichiara il sindaco, e che nessuno disconosce o desidera sminuire, ci mancherebbe.
Intendo invece soffermarmi sul valore simbolico e quindi politico della scelta di riservare una area dedicata a questo all’interno del piu’ grande cimitero della citta’. Infatti, istituzionalizzando uno spazio per i feti, si rinsalda il concetto che un feto o un embrione siano uguali ad un bambino.
Mi chiedo che bisogno ci sia di istituire uno spazio specifico per i feti se il problema e’ di accogliere il dolore della perdita: maggiormente adeguato, allora, secondo me, istituire dei percorsi per sostenere questi genitori provati dal dolore. In piu’, si gioca su una mistificazione di termini. Vengono usati ugualmente i termini di embrione, di feto, di bambino: alla fine, con un balzo improprio, ecco che un embrione diventa un bambino.
E’ il sindaco stesso a rendere evidente questo balzo, parlando continuamente di “bambini”, facendo abbracciare alla comunita’ un convincimento etico che non puo’ che appartenere alle coscienze. Certamente per i genitori che subiscono una cosi’ grave perdita lo e’, ma non puo’ esserlo per una istituzione pubblica, che deve attenersi ai principi costituzionali secondo i quali si diventa persone con la nascita.
Il sindaco si domanda inoltre: “Perche’ questo paese non puo’ imparare ad essere laico davvero rispettando la liberta’ degli altri? “
Ecco, anch’io avrei qualche domanda da fare al sindaco sul concetto di liberta’, soprattutto di liberta’ degli altri, e questa volta mi farebbe davvero piacere avere qualche risposta .
Pensa di aver assicurato la liberta’ di cura alle coppie sterili che devono sottoporsi a tecniche di procreazione assistita disertando il referendum sulla legge 40, come da lui stesso accuratamente sbandierato?
Pensa di aver assicurato liberta’ di scelta alle donne che non vogliono portare avanti una gravidanza e che rischiano di allungare il loro percorso di sofferenza per l’aumentare del numero di medici obiettori?
Si sta preoccupando – come massima autorita’ sanitaria cittadina – di mettere in atto strategie per diminuire il numero dei medici obiettori di coscienza e per assicurare cosi’ la liberta’ di scelta delle donne?
Con questo atto, il sindaco e la assessore Saccardi sono voluti andare “oltre”, valicando i delicatissimi confini della sfera personale e di cio’ che attiene alla nostre emozioni piu’ intime, dando strumenti per limitare – se mai se ne fosse sentita la mancanza – ancora di piu’ la autodeterminazione delle donne.
Inoltre, con un atto amministrativo assolutamento superfluo, si entra a gamba tesa ancora una volta su un tema prettamente etico con un metodo che anziche’ unire non fa altro che acuire le differenze di sentire su questi temi.
E’ da questa mancanza di solidarieta’ e di compassione , da questo non valutare con saggezza le conseguenze di un atto che non e’ innovativo ma che sa esclusivamente di ammiccamento, da cui mi dissocio, che condanno politicamente, e che mi offende profondamente come donna"
(lb)