Si riunisce a Firenze il consiglio consultativo dell'Assemblea dei Cittadini del Mediterraneo A.C.M
Per la prima volta in Italia si è aperto oggi a Firenze, a Palazzo Vecchio, il consiglio consultivo dell’Assemblea dei cittadini del Mediterraneo.Per il Comune erano presenti il vicesindaco Dario Nardella e la presidente della commissione pace e diritti umani Susanna Agostini. L’Acm è nata nel 2008 come “spazio libero, democratico dove tutti hanno gli stessi diritti”, con l’obiettivo di “costruire una nuova comunità dei popoli del Mediterraneo, rispettosa delle diversità culturali, dell’ambiente e propagatrice di pace e libertà”. Del Consiglio consultivo fanno parte economisti, sindacalisti, professori universitari, ricercatori: dal filosofo francese Edgar Morin al ex ministro belga Charles Ferdinand Nothomb, dal rettore dell’Università Europea di Tirana e consigliere della banca centrale d’Albania Adrian Civici al saggista croato Predrag Matvejeeic, dall’attivista marocchina per i diritti delle donne Touria El Oumri al ricercatore siriano Salam Kawakibi ed all’eurodeputato spagnolo Vicente Garces; l’Italia è rappresentata dal toscano Maurizio Mariani di Risteco, centro di ricerca dedicato alla sostenibilità del cibo
“I principi alla base dell’Acm - ha affermato Mariani - sono quelli della libertà, della pace, del rispetto della diversità culturale e la responsabilità ambientale: non è un ‘business’ per una cerchia di addetti ai lavori, ma un’esperienza aperta all’adesione del maggior numero di persone della più varia gamma possibile. Dopo la prima assemblea tenuta a Valencia nel 2010 e la seconda di Tunisi nel 2011, oggi a Firenze è stato fatto il punto sull’attività dell’organismo ed è stato formalizzato il proposito di costruire il Circolo di Firenze, che sarebbe il secondo in Italia dopo quello di Roma”.
“E’ importante e necessario - hanno sottolineato il vicesindaco Nardella e la presidente Agostini - un rilancio del dialogo euromediterraneo, lo ha sottolineata anche ieri il presidente del Consiglio Mario Monti. Il nostro impegno oggi è quello di promuovere la costituzione di un circolo fiorentino che a partire dalla nostra comunità sappia rafforzare il lavoro delle istituzioni, in merito ai processi di inclusione sociale e costruire una nuova comunità dei popoli del Mediterraneo. E’ una sfida sociale, culturale ed economica a cui non possiamo sottrarci”.
“Firenze è stata scelta per due valide ragioni, una storica ed l’altra contemporanea - spiega Mariani - Quella storica, è perché questa è la città in cui per iniziativa del sindaco Giorgio La Pira si svolsero i “Colloqui del mediterraneo” a partire dall’ottobre 1958; la ragione contemporanea, è perché questa è la città in cui ha sede L’Istituto Universitario Europeo, la cui attività di ricerca è spesso rivolta alle relazioni tra l'Europa e il mondo Arabo-Musulmano, con particolare attenzione ai rapporti trans-mediterranei e al tema delle migrazioni”.(ag)