Regolamento polizia mortuaria, Roselli (PdL): "Per una certa sinistra la libertà resta la più grande minaccia"

Roselli: "L'assessore Saccardi non ha fatto altro che garantire l'attuazione della legge, permettendo ai genitori di esercitare un loro diritto"

“L'ideologia continua a partorire mostri, come dimostrano alcune dichiarazioni di esponenti della sinistra che evidentemente non conoscono nel dettaglio la normativa vigente nel nostro Paese in vigore da oltre 20 anni”. Questo quanto dichiarato dal consigliere del PdL Emanuele Roselli.
“Quanto previsto dal nuovo "regolamento di polizia mortuaria" è sacrosanto, perché permette finalmente di attuare un diritto che già la normativa riconosce ma che fino ad oggi, a Firenze, non si poteva pienamente esercitare – ha aggiunto il consigliere –. Il Decreto del Presidente della Repubblica n.285 del 1990 già prevede infatti di poter dare sepoltura non solo ai feti con età tra le 20 e 28 settimane, ma anche, su specifica richiesta dei genitori, a "prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane".
"Ancora una volta su vicende così decisive - osserva Roselli - la sinistra massimalista dimostra di temere la libertà delle persone più di ogni altra cosa. La normativa e il nuovo regolamento di polizia mortuaria, non obbligano nessuno ad optare per tale scelta, ma offrono solamente una opportunità in più: si permette cioè di allargare il campo della libertà delle persone.
Ma evidentemente è proprio la libertà, (così come il riconoscimento assoluto del valore della vita), ciò che più teme chi ha una posizione ideologica da difendere: una posizione irrealistica che vede paradossalmente nella libertà un attacco alla laicità.
Fanno quasi sorridere le dichiarazioni del consigliere Tommaso Grassi, che arriva quasi ad autonominarsi rappresentate unico di ogni donna del pianeta.
Quando la possibilità di fare scelte diverse dalle proprie convinzioni viene vista come una minaccia o un'offesa alla dignità della persona bisogna davvero iniziare a preoccuparsi”.
"Questa polemica -conclude Roselli -sta assumendo contorni ideologici che ancora una volta rischiano di andar contro il soggetto - la persona - più debole e indifesa di tutta la questione, che non solo non ha il diritto di vivere, ma nemmeno quello di riposare in pace".

(fdr)