Cimiteri, De Zordo: "La Giunta Renzi come la destra vuole la sepoltura dei ‘bambini mai nati'"

"Presenteremo emendamento in Consiglio"

Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo

“Dopo Manduria, Agrigento, Milano (sindaco Moratti) e Roma, Firenze è la prima città amministrata dal centro-sinistra a veder approvato dalla Giunta comunale la realizzazione di un cimitero dei "bambini mai nati". Il nuovo Regolamento di Polizia mortuaria approvato dalla giunta di Palazzo Vecchio prevede infatti la sepoltura "dei prodotti abortivi e dei prodotti del concepimento”, a cui verrà dedicata particolare e apposita area all'interno del Cimitero di Trespiano. Questa decisione contrasta nettamente con la legge 194 sull'aborto perché si basa sul concetto che un feto è una persona, con tutte le conseguenze giuridiche oltre che culturali che esso comporta. Inoltre finisce inevitabilmente per colpevolizzare le donne che già affrontano una scelta per loro dolorosissima e che abortendo non compiono solo una scelta legittima ma esercitano un loro diritto.

Non è un caso che la norma contenuta nel Regolamento approvato dalla Giunta di Firenze piaccia molto agli antiabortisti, dato che ha una forte valenza ideologica pro-life, e surrettiziamente tende a disincentivare il ricorso all'aborto assistito. Ricordiamo alla Giunta che l’interruzione assistita della gravidanza è stata una conquista difficile che ha strappato i corpi della donne dalle mani di mammane e medici che praticavano aborti nell'illegalità e che su quei corpi lucravano.

Ma forse per la Giunta di Firenze conta far contente le gerarchie della Chiesa cattolica, che da sempre colpevolizzano un momento doloroso per le donne come quello della scelta di abortire. Chiediamo alla Giunta di ripensarci e nel frattempo annunciamo che daremo battaglia in Consiglio comunale presentando emendamenti al Regolamento, e che lavoreremo a fianco di quella società civile che vede moltissime persone, donne e uomini, battersi in questa città, per l'autodeterminazione e la laicità”.

(fdr)