8 Marzo, "Donne con le donne, per le donne", Pieri (Udc) aderisce all'iniziativa con "Crescere insieme"
“Ciò che rifiutiamo, come espressione di una corretta genitorialità, è la delega esclusiva dei compiti di cura, secondo un modello monogenitoriale, ad uno solo dei genitori. Ciò che vogliamo invece è la responsabilità e l’impegno di entrambi nel provvedere alla cura, educazione e istruzione della loro prole. Meno che mai, quindi, può essere la legge – o la sua applicazione – a esonerare uno dei genitori, a spingerlo fuori, o anche semplicemente ad autorizzare un suo impegno decisamente marginale.” Questo estratto dall’intervento in Senato della Libera Associazione Donne Divorziate e Separate del 29 giugno 2011 racchiude il senso dell’iniziativa andata in scena questa mattina con un volantinaggio effettuato davanti al Tribunale dei Minori e al Palagiustizia. Iniziativa che ha visto l’adesione del consigliere Udc Massimo Pieri insieme all’associazione “Crescere Insieme”.
“È proprio per questo, per preservare il più possibile la stabilità affettiva e la serenità del figlio, che è indispensabile che lo stesso possa continuare a percepire presenti entrambi i genitori e questo nel nuovo assetto della famiglia separata può essere possibile per esperienza di noi figli solo frequentando per un tempo importante ciascun genitore.È in questo senso che si chiede la pariteticità dei compiti di cura,non il tempo diviso al 50% necessariamente, ma l’essenziale è che il figlio percepisca che entrambi i genitori si occupano in maniera importante di lui dedicandogli tempo, attenzioni e occupandosi anche dell’aspetto economico” sosteneva invece, sempre davanti alSenato l’avvocato Anna-Rita Cattò, per l’Associazione Figli per i figli, il 20 luglio2011.
Insieme a Pieri, l’associazione Crescere Insieme, le diverse associazioni che si battono per l’affidamento condiviso e Federcasalinghe, le volontarie e i volontari hanno distribuito questa mattina un volantino che riportando queste affermazioni, chiede in questa giornata dedicata alle donne che i disegni di legge 957 e 2454, che rendono ineludibile il diritto del minore ad avere effettivamente un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori, investiti entrambi di identiche responsabilità e gravati in pari misura dei sacrifici necessari all’accudimento dei figli, ricevano rapida approvazione. Garantendo così il diritto della donna, anche se madre, a una “conciliazione” dei tempi di vita che garantisca pari opportunità rispetto all’uomo in qualsiasi tipo di attività lavorativa e sociale, cosa impossibile se si continua ad attribuirle in misura prevalente fatiche e doveri nella cura dei figli.
(fdr)