8 marzo, De Zordo, Sodi e Alberici: "Non c'è niente da festeggiare"
Questo l’intervento dei consiglieri di perUnaltracittà De Zordo, Sodi e Alberici
“I consiglieri di perUnaltracittà Ornella De Zordo, Adriana Alberici e Marco Sodi dichiarano che la giornata dell'8 marzo non può essere considerata una giornata di festa perché non c'è niente da festeggiare per le donne in una società come la nostra. Sottolineano la disparità imbarazzante esistente tra i due sessi che emerge anche nelle classifiche internazionali: per come tratta le donne, l’Italia è al 74° posto nella classifica mondiale, dopo la Colombia, il Perù e il Vietnam. Nell'ambito del lavoro le donne italiane percepiscono stipendi più bassi mediamente del 20% rispetto ai loro colleghi uomini e soffrono di un maggior tasso di disoccupazione, mentre in politica spicca il record negativo di elette in Parlamento: appena il 18% al Senato e il 23% alla Camera.
Per non parlare della violenza sessista di cui le donne sono vittime: dall'inizio dell'anno sono già 23 le donne uccise in Italia, quasi tutte da mariti, compagni o ex. E qui non basta l'indignazione per quello che le donne continuano a subire quotidianamente, spesso nel silenzio e nell'indifferenza dell'opinione pubblica. Occorrono atti precisi che continuano a mancare, a partire dalla mancata firma dell'Italia alla Convenzionedel Consiglio d’Europa per prevenire e combattere la violenza contro le donne e la violenza domestica, del maggio 2011. Perché il Governo italiano non l'ha firmata e ratificata, visto che costituisce il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante e completo per proteggere le donne? Ma la discriminazione e la violenza contro le donne sono un fatto principalmente legato alla costruzione culturale di un femminile svilito a ruoli arcaici di oggetto sessuale, subalterno rispetto a un potere tutto declinato al maschile.
Una campagna culturale orientata alla dignità e parità dei sessi nei molteplici campi del vivere sociale deve coinvolgere i percorsi formativi all'interno delle scuole fin dai primi livelli e porsi come obbiettivo il raggiungimento reale della democrazia di genere, uno dei principali fattori che qualificano la civiltà di un popolo, antidoto a una violenza sessista che troppo spesso viene relegata a mero fatto di cronaca e che invece dovrebbe essere affrontata come un enorme problema sociale e culturale. Si combatta il sessismo ancora così presente nella società e non ci si affidi a una fuorviante retorica che puntualmente si accende ogni 8 marzo senza portare alcun beneficio”.
(fdr)