Sabatini, Locchi e Giambanco (Lista Galli): «Renzi, una bella virata di stile»

Questo il testo dell’intervento dei consiglieri Massimo Sabatini, Alberto Locchi e Antonio Giambanco (Lista Galli):

«Dice d'essere trasparente, ma ancora nessuno ha visto le carte. Dice tutto, ma non dice niente. Cambio tutto, ma non cambia niente. Facce nuove, invece son vecchie. Lavoro e cariche perché si conosce "qualcosa", invece siamo sempre a scegliere gente "che conosce qualcuno". Insomma siamo sempre alle solite. Un sindaco che incanta all'inizio, ma non convince quando arriva alla fine. Con l'ultimo intervento di Matteo Renzi in consiglio comunale è stata confermata la sua propensione a spettacolarizzare ogni cosa senza accompagnarvi sostanza. Che sia "cotto di anghiari" o "cittadella del trippaio" son soprattutto discorsi a realizzarsi. Ma leggendo tra le righe, ieri, il primo cittadino di Firenze ha dato un'ulteriore connotato al suo modo di far politica: quello elitario. Dopo campagne elettorali tra passeggini e rioni, dopo programmi di mandato tra giardini in fiore e angeli del bello, Matteo Renzi ha fortemente "virato" verso il "Comando io, coi miei centurioni". Altro che il sindaco della gente "modello La Pira"! Qui siamo alla più classica "gestione potente dei potentati", dalla cui accusa si cerca di difendersi aggrappandosi ai paraventi dello spoil system (ancòra cui ha fatto ricorso qualche assessore).
Oggi è chiaro a tutti: Renzi è espressione del vecchio modo di detenere potere, non di un nuovo modo di ottenere consensi popolari.
Sono 117 i suoi sostenitori economici, appena lo 0,03% della popolazione residente. Restando sui dati medi, trattasi di persone che hanno dato da 1000 € in su, quote non certo popolari. Renzi ieri ha cercato di convincere con la storiella simpatica di chi gli ha dato 10€, ma ciò che emerge è che la "sua base" non è ampia e popolare bensì ricca e ristretta. Altrimenti i suoi 137mila € di raccolta sarebbero giunti da 10 euro per 13.000 persone. Insomma, si gestisce meglio nei salotti pedonalizzati che non nelle assemblee cittadine. Meglio governare con la logica di numeri forti e segreti per poche persone, che non numeri chiari e per tutti.
Noi siamo una lista civica, abbiamo cercato (noi che per primi abbiamo avviato la querelle sui finanziamenti) di dare al sindaco Renzi un 'opportunità per dimostrarsi fino in fondo trasparente. Non l'ha presa, preferendo trincerarsi con norme legittime ma deboli di fronte all'etica da lui stesso professata. Ed in quanto ad etica quando egli si dichiara "non contento di vincere facile nella battaglia politica", gli rimandiamo il concetto che "ci piace vincere facile nel campo della trasparenza"».

 

 

(fn)