Fukushima, la presidente Agostini (Pd): "Un anno dopo il nucleare fa ancora più paura. Necessario ripensarci"
"Fukushima un anno dopo, il nucleare fa ancora più paura. Necessario ripensarci". Lo ha detto la presidente della commissione Pace e Diritti umani Susanna Agostini (Pd) questo pomeriggio in Consiglio comunale ricordando il disastro nucleare di Fukushima che ha devastato il Giappone l’11 marzo 2011. “Dodici mesi dopo la tragedia – ha detto Agostini - persino il numero dei morti e dispersi non è chiaro. Il numero cambia a seconda della fonte: si va dai 18mila ai 22mila. Secondo le Nazioni unite si parla di quasi 600mila persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Di questi 150mila sono stati evacuati a causa del rischio radioattivo nella zona di Fukushima”. Agostini ha ricordato il problema dello smaltimento dei rifiuti e l’impegno del governo a decontaminare un’area di 13mila chilometri quadrati intorno a Fukushima. “Difficile definire i livelli di contaminazione alimentare – ha aggiunto la presidente Agostini - . Particolarmente a rischio sono le specie ittiche e le autorità stanno aggiornando i limiti sul cesio radioattivo negli alimenti, con riduzioni rispetto agli attuali parametri. “E dal quell’11 marzo- ha specificato Agostini- la paura è stata tanta e tale che il Giappone ha tirato il freno sull’atomo su cui mai prima aveva professato dubbi. Al puto che la responsabile dell’Agenzia per la sicurezza nucleare giapponese Haruki Madarame ha detto: “Devo ammettere che le procedure di sicurezza hanno avuto diverse falle”, affermando che negli anni al settore nucleare è stato permesso di crescere senza troppi controlli, che la delicatezza della materia rende invece necessari. Il mondo tutto deve ripensare il nucleare per usi civili così come lo sta facendo il Giappone. La presidente ha poi ricordato le 15 associazioni che a Firenze si sono attivate per creare sottoscrizioni e aiutare il popolo giapponese per far sentire la propria vicinanza e solidarietà” (lb)