8 Marzo, Collesei (Pd): "Voglio dedicare questa giornata a Simona, commessa all'Emporio Armani e licenziata"
Questo l'intervento della presidente della commissione lavoro Stefania Collesei (Pd) :
"Nella giornata dell’8 marzo una storia vera : la brutta storia di Simona, commessa a Firenze. Voglio dedicare questo 8 marzo a Simona , 39 anni,commessa da 15 anni all’Emporio Armani di piazza Strozzi. Licenziata il 2 febbraio .Motivo : era troppo ammalata. Ho voluto incontrare Simona , per capire come questo aveva potuto succedere. E Simona mi ha raccontato .
Da 15 anni lavora da Armani,conosce le lingue, è apprezzata, mai un appunto, mai un richiamo, poi la catena della sfortuna : nel 2010 la colpisce un tumore maligno al rene, si opera e l’operazione riesce ; dopo la convalescenza si presenta la malattia della madre , Simona la accudisce fino alla sua morte, usufruendo dei permessi di legge.
Nel 2011 un grave incidente con il motorino con ustioni sul corpo e in particolare ad una gamba , Simona viene di nuovo operata . Tenta di rientrare in servizio sotto Natale, ma non è ancora del tutto guarita. Infatti lavora per 12 giorni, ma la ferita si infetta , anche a causa dell’obbligo per le commesse di stare solo ed esclusivamente in piedi. La vigilia di Natale la guardia medica fa un nuovo certificato a Simona, stavolta per un mese.
Questo non lo doveva fare ! Così sforava di 14 giorni il tetto dei 180 giorni di assenza consentiti dal contratto del commercio. Simona il 2 febbraio apre la porta di casa : c’è una raccomandata per lei . Viene da Armani , apre la posta e legge : licenziata. Non se ne fa una ragione Simona , proprio ora che era guarita . proprio ora che c’è la rata del mutuo da pagare. Meno male che no ho figli aggiunge. Non se ne fa una ragione perché , se preavvisata avrebbe potuto fare diversamente: aveva ancora 35 giorni di ferie non usufruite ! Aveva ancora la possibilità di prendere 120 giorni di aspettativa ! Ma nessuno l’ha avvisata : la sede di Armani è a Milano. Simona non è una persona : è un numero di codice. L’ignoranza non è ammessa : il massimo erano 180 giorni, lei ne fatti 194 . Licenziata.
Ebbene consiglieri,questa storia non può finire così : non a Firenze .
Chi apre le sue vetrine scintillanti in questa città deve sapere che insieme ai prodotti di marca deve “ vendere” civiltà. Il comportamento della proprietà , forse è legale , ma è sicuramente immorale .Questo modo di gestire le cose è disumano. E’ disumano tutto il sistema di questi marchi. La città deve vigilare.
Io credo che Armani debba un risarcimento a Simona e alla nostra città che non può essere trattata come la gallina dalle uova d’oro. In questa ricorrenza dell’8 marzo, penso ci sia bisogno di un impegno concreto per Simona , perché possa continuare a lavorare ,penso occorra un’attenzione particolare a questo mondo fatto per lo più di donne , tutto il giorno in piedi , occhio a rimanere in cinta, proibito ammalarsi troppo, dei familiari si occupi qualcun altro. Io penso che Firenze debba “adottare” Simona e che debba intervenire perché casi simili non si ripetano più"
(lb)