Acqua, il ministro Clini alla Regione Toscana: "Stop con i profitti dei privati, attuate il referendum"

De Zordo: "Gli enti locali ascoltino i cittadini che hanno deciso la ripubblicizzazione"

Questo l’intervento della capogruppo di perUnaltracittà Ornella De Zordo
 

“A seguito dell'incontro ottenuto il 23 febbraio con l'iniziativa Occupy Clini dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua con il Ministro dell'Ambiente (https://twitter.com/#!/AcquaBeneComune) nel corso del quale sono state poste alcune precise richieste in merito ai referendum sull'acqua dello scorso giugno e al rispetto degli esiti dello stesso, qualcosa di importante è successo: una nota pubblicata sul sito del Ministero e una lettera ufficiale indirizzata al presidente dell’Autorità dell’energia e a tutti i presidenti delle regioni nelle quali si dice di dare seguito al referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua e fermare la speculazione e le rendite dei privati che gestiscono gli acquedotti italiani. Scrive testualmente il ministro: "La tutela e la gestione efficiente delle acque richiedono investimenti e manutenzioni impegnativi, a patto che non generino vantaggi speculativi e rendite finanziarie per i gestori dei servizi", e aggiunge che è pertanto necessario "riordinare complessivamente la gestione del sistema idrico italiano dando attuazione al referendum del giugno scorso, come espressamente indicato dalla Corte costituzionale con la sentenza 26/2011".

Cosa aspetta il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, oggi sollecitato dal Governo che gli chiede di rispettare la legge, visto che la Regione Toscana, a partire dall'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini, nulla ha fatto nonostante siano passati ben otto mesi dal voto referendario in cui la stragrande maggioranza degli italiani ha chiesto la ripubblicizzazione dell'acqua? I cittadini chiedono certezza delle norme e rapidità di azione. Perché niente è stato fatto fino ad oggi?

Anche a Firenze si continua a negare l'evidenza dei risultati referendari e Publiacqua rimane a disposizione dei profitti dei privati a scapito dei diritti dei cittadini e delle loro tasche. Indipendentemente dalla retorica spesa, un'amministrazione che temporeggia e non attua la volontà popolare non fa altro che allargare il solco tra la politica dei partiti e il desiderio di partecipazione del popolo nella gestione dei beni comuni.

Mentre i cda delle partecipate toscane restano saldamente in mano a manager privati e a politici riciclati o di secondo piano, altrove ci si è mossi: è di questi giorni la notizia che l'ATO dell'Alto Veneto ha deliberato di scorporare il 7% in bolletta a seguito dell'esito del referendum, mentre in una città come Napoli la Arin spa è diventata Consorzio pubblico Abc e gli utili del servizio idrico saranno reinvestiti e le tariffe adattate al reddito degli utenti. L'altrapolitica ha battuto così l'antipolitica dei partiti tradizionali. La trasformazione da spa in azienda speciale di diritto pubblico è stata infatti il frutto di un positivo confronto tra esperti di diritto, movimento referendario, cittadini e amministratori durato tre mesi. A Napoli il nuovo cda del consorzio pubblico Abc è costituito da 5 persone: tre tecnici e due esponenti dei movimenti, mentre è stato costituito un comitato di sorveglianza composto da rappresentati degli utenti e dagli stessi lavoratori”.

La lettera del ministro ai presidenti di Regione
http://www.minambiente.it/export/sites/default/archivio/comunicati/testo_originale_lettera_clini_authority.pdf

Il comunicato stampa di Corrado Clini
http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?lang=&item=/documenti/comunicati/comunicato_0302.html

(fdr)