Sciopero Gest, Grassi : "La società ricorre a colpi bassi e ad escamotage pur di annullare gli effetti dello sciopero degli autisti. Quale il prossimo passo ? Il divieto di sciopero ?"

"Il privato si occupi di risolvere i grossi problemi nei rapporti con i dipendenti"

"Persino l'Amministratore delegato francesce di GEST, espressione del socio privato RATP che compogono l'assetto societario insieme ad ATAF, era presente ieri per lo sciopero degli autisti di GEST" . Lo afferma il consigliere comunale Tommaso Grassi. "Questo è il segno inconfutabile che la società abbia dovuto ricorrere a colpi bassi, a forti pressioni e ad escamotage, come quella della sostituzione del personale autista con quello dei verificatori pur di annullare gli effetti dello sciopero degli autisti.Non compete assolutamente a noi decretare se ci sia stato comportamento anti-sindacale tale da esserci i presupposti per una condanna giudiziaria della società, ma quel che è da sottolinerare e da ritenere almeno poco opportuno e assai criticabile è il modo di operare e di rapportarsi da parte della dirigenza della società GEST, in primis del presidente Bonaccorsi, già famoso per le sue 'uscite' in ATAF, e dell'amministratore delegato che in prima persona cerca in tutti i modi di convincere i lavoratori a non scioperare e a non dichiarare pubbicamente le condizioni in cui sono costretti a lavorare. Se al privato interessa davvero così tanto il servizio di trasporto pubblico,  si preoccupi di risolvere i grossi problemi nei rapporti con i dipendenti, cercando di prevenire con azioni concrete e migliorative le condizioni di lavoro, piuttosto che a mettere bastoni tra le ruote appena i lavoratori cercano di farsi sentire nelle rivendicazioni arrivando alla proclamazione di scioperi. - conclude Grassi - Molto probabilmente nella peggior logica aziendale ispirata alle idee di Marchionne si mira ad aumentare i guadagni aziendali (soprattutto in vista della vendita di ATAF e dei profitti di GEST che potrebbe portare l'intero pacchetto societario in mano al privato RATP) piuttosto che a migliorare le condizioni di lavoro di coloro che giornalmente permettono e garantiscono il servizio." (lb)