Manifattura Tabacchi, Grassi: "Ripensare al progetto di recupero dell'area. E' quanto emrso durante il seminario di SeL al Puccini"
“Domenica 26 Febbraio, per iniziativa del Circolo del Quartiere 1 di Sinistra Ecologia e Libertà di Firenze e dei Forum Ambiente e Territorio di SEL Provinciale e Nazionale, si è tenuta al Teatro Puccini una giornata di dibattiti, analisi e di approfondimenti sul futuro della ex Manifattura Tabacchi di Firenze". Lo affermano SEL Firenze - Circolo Q1 e il Forum Ambiente e Territorio SEL Firenze insieme al Gruppo Consiliare SEL del Quartiere 1 e al Consigliere comunale, Tommaso Grassi. "Grazie al contributo di autorevoli studiosi, architetti ed urbanisti, di cittadini e rappresentanti delle forze politiche di maggioranza e di opposizione, è stato messo in discussione il progetto di recupero proposto dalla attuale proprietà del complesso immobiliare e la relativa previsione di variante urbanistica avviata dall’Amministrazione Comunale per il cambio di destinazione dell’area. Dal confronto - ha detto Tommaso Grassi- è emersa non soltanto una critica diffusa da parte di quasi tutti gli intervenuti al progetto ma sono state anche messe in evidenza le particolari potenzialità che questo grande complesso urbano può rappresentare per la città di Firenze e la sua area metropolitana. E’ stata anche rimarcata l'esigenza di dare all'area intorno alla manifattura, densamente abitata, un'opportunità per ritrovare nuovi simboli e luoghi identitari, evitando la banale riproduzione di insediamenti residenziali e centri commerciali anonimi e privi di alcun valore aggiunto per il territorio. A questo proposito sono stati illustrati anche esempi di importanti interventi di recupero realizzati su architetture industriali dismesse di altre città, italiane e straniere, ed è stato dimostrato come sia possibile riappropriarsi di contenitori nati per usi molto diversi generando, con azioni progettuali coraggiose e innovative, luoghi inaspettati, pieni di fascino e per questo molto rivissuti dalla popolazione. “Il risultato finale di un’operazione di riqualificazione di un’area dismessa – ha fatto osservare il Prof. Franco Mancuso, dell’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico industriale - è tanto migliore, quanto più incorpora i segni della storia sociale, oltre che fisica, delle fabbriche e dei siti abbandonati; con la convinzione che la memoria sopravvive agli eventi della dismissione, e che incorporarne nel progetto le tracce è un momento importante di ogni buon percorso progettuale”. Dall’analisi storica prodotta da illustri studiosi di storia dell’Architettura, fra cui la professoressa Giuseppina Carla Romby ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Ateneo fiorentino e il professor Marco Dezzi-Bardeschi del Politecnico di Milano, è risultato inoltre probabile l’intervento nella progettazione dell’intero manufatto da parte dell'Ing. Nervi, che negli stessi anni era anche impegnato a Firenze per la realizzazione dello Stadio “A. Franchi”. In particolare concorde è l’orientamento degli studiosi a considerare indiscutibile l'unitarietà progettuale ed architettonica di tutti gli edifici del complesso che costituiscono pertanto un unicum architettonico, la cui demolizione non è possibile se non arrecando un danno al valore storico e monumentale dell’intero complesso, a parte alcune porzioni assolutamente marginali rispetto al complesso, ed in tutta evidenza superfetazioni. Mariarita Signorini, della Giunta Nazionale di Italia Nostra ha sottolineato i rischi di una variante che sembra poter ammettere la sussistenza di parti di ‘supposto’ maggiore o minore pregio, distinzione per nulla giustificata dagli studi e dalle osservazioni di esperti e storici dell’architettura ed ha dichiarato l’impegno dell’Associazione nazionale di Italia Nostra affinchè il Ministero dei Beni Culturali ed il Governo si pronuncino negativamente sulla proposta di Variante Urbanistica che rischierebbe di mettere a repentaglio l’integrità di un complesso architettonico di rilevanza nazionale e internazionale. I rappresentanti di SEL hanno duramente criticato la variante urbanistica ed il progetto, mettendo tra l’altro in evidenza il fatto che non viene prevista la realizzazione di gran parte della percentuale di residenza sociale obbligatoria, a norma del Piano Strutturale di Firenze recentemente approvato, denunciando i rischi dell’adombrato ricorso alla monetizzazione compensativa che tra l’altro, non a caso, richiama spesso l’attenzione della magistratura. “Un bene essenziale come la casa”, ha fatto osservare Luisa De Biaso Calimani coordinatrice dello Sportello città del Forum Nazionale Ambiente e Territorio di SEL, “non può essere monetizzato finché ci sono domande giacenti di aventi diritto ad un alloggio sociale. E’ quindi doveroso, in ogni intervento di trasformazione urbanistica, realizzare una quota di alloggi pubblici inseriti nel tessuto urbano e non relegati in parti separate di città”. E’ stato inoltre rilevato come, al momento, non risulta si voglia effettivamente realizzare un intervento di riqualificazione urbana, ma piuttosto favorire la semplice valorizzazione della rendita fondiaria a vantaggio dei proprietari dell’area e senza alcun beneficio per gli interessi pubblici, che pure il vigente Piano Regolatore avrebbe voluto salvaguardare quando ha fissato la destinazione per servizi pubblici di questo complesso immobiliare. Con la dismissione di funzioni su aree importanti delle nostre città, ha fatto osservare il Prof. Francesco Indovina dell’Università IUAV di Venezia, si devono perseguire programmi di riqualificazione urbana, anche quando sono posseduti da privati, avvalendosi in questi casi di tutte le opportunità offerte dalla convenzione urbanistica, ma soprattutto quando riguardano il patrimonio pubblico è saggio utilizzare quelle aree per dotare la città di attrezzature o servizi di cui esiste una effettiva necessità. Ed è del tutto evidente che l’ex Manifattura tabacchi di Firenze risponde a queste finalità, se lo strumento di regolazione urbanistico l’aveva destinato a questi scopi e posto che quelle esigenze non risultano oggi essere state soddisfatte in altro modo. E non può valere, ha fatto osservare il Prof. Indovina, la giustificazione che oggi mancano le risorse necessarie, perché si rischia di dissipare per sempre un patrimonio collettivo e, nella prospettiva di una necessaria trasformazione dell’organizzazione sociale (anche come antidoto ai processi di “democrazia autoritaria”), si rinuncia a sperimentare nuove opportunità di gestione sociale. Hanno preso la parola anche numerosi cittadini, alcuni dei quali hanno di recente costituito un comitato che intende partecipare attivamente nelle scelte urbanistiche che riguardano questa parte della città, denunciando i gravi rischi per il quartiere se la variante venisse approvata dal Consiglio Comunale. I consiglieri comunali presenti ed i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale sono stati invitati quindi a tenere nel dovuto conto le preoccupazioni dei cittadini e le critiche e le perplessità espresse dagli esperti nel corso dell’affollata iniziativa pubblica di Sel. Sinistra Ecologia Libertà di Firenze chiede pertanto un radicale ripensamento del progetto di recupero della ex Manifattura tabacchi, che sappia effettivamente salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico architettonico di quel complesso e che si mostri adeguato agli obiettivi di riqualificazione urbana riposti su quell’area dalla pianificazione urbanistica vigente, e pone con forza l’esigenza di dar avvio al più presto ad un reale processo partecipativo prima di ogni altro passaggio decisionale in ordine alla prospettata variante urbanistica, auspicando per questo che l’Amministrazione Comunale voglia intanto sospendere il procedimento avviato anche come atto di considerazione nei confronti di un così largo ed autorevole arco di riserve espresse nel convegno di domenica scorsa.
SEL Firenze - Circolo Q1; Forum Ambiente e Territorio SEL Firenze; Gruppi Consiliari SEL P.V. e Q"
(lb)