Firenze commemora Mario Luzi premiando i suoi giovani poeti

L'assessore Di Giorgi: «dopo sette anni un concorso per ricordare questo grande personaggio»

Tanti piccoli scrittori per ricordare Mario Luzi. E fare entrare il fascino della poesia nelle scuole di Firenze. A sette anni dalla scomparsa del senatore a vita, l’ultimo grande protagonista della stagione dell’Ermetismo, l’assessorato all’educazione lo ha commemorato, questa mattina nel Salone dei Duecento, con la premiazione dei vincitori della prima edizione del concorso ‘Firenze per Luzi’ riservato agli studenti che frequentano le scuole secondarie di primo e secondo grado della nostra città.
Hanno partecipato, complessivamente, 95 studenti che hanno presentato 170 opere.
La giuria era composta dal professor Marco Marchi, Nicoletta Mainardi, Gloria Manghetti e Giacomo Trinci.
L’iniziativa si è aperta con i saluti del sindaco Matteo Renzi, dell’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi e del direttore del quotidiano ‘La Nazione’ Mauro Tedeschini.
La proclamazione dei vincitori dopo la ‘lectio magistralis’ del professor Marchi su ‘L’esempio di Luzi’ e la proiezione un dvd della durata di 10’ con un’intervista alpoeta fiorentinoprodotto dalla mediateca Rai toscana 3.
Il primo, ex-aequo, a Giulia Camicittoli (Scuole Pie Fiorentine, che ha già all’attivo una pubblicazione ‘Da qui a lì’) per ‘Un filo’ e Riccardo Messeri (scuola Poliziano) che ha presentato ‘La paura’. Il secondo premio a Niccolò Campus (liceo Dante) con ‘L’inafferrabilità dei confini’. Il terzo premio a Chiara Burlamacchi (scuola Machiavelli) per ‘Liberazione’.
15 le segnalazioni, sei per gli studenti delle secondarie di secondo grado: Anna Bracco (Scuole Pie Fiorentine - ‘Papà), Ambra Corso (liceo Castelnuovo - ‘Al buio’), Giada Halilovic (scuola Poliziano - ‘Esserci’), Giulia Landini (liceo Michelagelo ‘X’), Filippo Marianelli (Scuole Pie Fiorentine - ‘Barche al vento’), Fedor Shtern (liceo Castelnuovo - ‘Luoghi’); nove per secondarie di primo grado: Chiara Arcangiolini (scuola Machiavelli - ‘Come per un soffio lieve’), Alice Caruso (scuola Calvino - ‘La conchiglia’), Teresa Flor Castellani (scuola Poliziano - ‘Mare’), Viola Corsinovi (scuola Calvino - ‘Barchetta’), Tommaso Faralli (scuola Poliziano - ‘La palla’), Costanza Losi (scuola Poliziano - Notte d’estate in campagna’), Roberto Orlandini (scuola Barsanti - ‘Il suo ricordo’), Alice Stanghellini (scuola Calvino - ‘Sospiri finiti’) e Luca Vivaldi (scuola Poliziano - ‘La vita’).
Le prime tre opere classificate saranno pubblicate da ‘La Nazione’.
«La poesia di Luzi è un pezzo bellissimo della storia di Firenze – ha sottolineato il sindaco Matteo Renzi nel suo saluto – i suoi versi interpellano il cuore di ciascuno di noi, fanno scattare in ognuno curiosità e passione. Grazie a questa manifestazione non ricordiamo solo un grandissimo ma invitiamo anche i giovani a vivere la poesia e il rapporto con la letteratura come un’occasione che sia sempre contemporanea. Oggi questo Salone accoglie i fiorentini che hanno voglia, passione e desiderio di donare un senso nuovo alle cose eterne di Firenze».
«Le sue riflessioni furono anche dettate da un grande impegno civile – ha ricordato Rosa Maria Di Giorgi – e la sua professione di insegnante lo ha portato a incontrare a far crescere centinaia di giovani. Con questo concorso non solo celebriamo un grande poeta ma vogliamo insegnare ai nostri ragazzi, avvicinandoli alla sua poetica,a trattare la lingua italiana come merita, in maniera non superficiale o con eccessive abbreviazioni, come invece la tecnologia invita a fare».
«Sono felice che la scuola abbia risposto ancora una volta ad una proposta di qualità del Comune – ha aggiunto l’assessore Di Giorgi - da questo concorso emerge uno spaccato di giovani che amano la lingua, sono abituati a riflettere, a raccontare i propri sentimenti e a parlarci della loro esperienza di vita in un momento storico così difficile. Un invito che ci arriva da loro a non essere superficiali ma pronti a leggere la realtà, la natura, la mente e i sentimenti».
Mario Luzi, è nato nel 1914 e morto nel 2005. Al 1935 risale la sua prima raccolta, «La barca», cui è seguito «Avvento notturno» (1940), testo esemplare dell'Ermetismo fiorentino. Foltissima la produzione successiva, che scandisce le tappe e gli sviluppi di un itinerario poetico fra i più ricchi e coerenti del Novecento italiano: «Un brindisi» (1946), «Quaderno gotico» (1947), «Primizie del deserto» (1952), «Onore del vero» (1957), confluiti con altri versi sparsi in «Il giusto della vita» (1960), «Nel magma» (1963), «Dal fondo delle campagne» (1965), «Su fondamenti invisibili» (1971), «Al fuoco della controversia» (1978, premio Viareggio), «Per il battesimo dei nostri frammenti» (1985), «Frasi e incisi di un canto salutare» (1990), «Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini» (1994), cui vanno aggiunti i poemetti drammatici inclusi in «Teatro» (1993) e i testi teatrali «Pontormo» (1995), «Io, Paola, la commediante» (1992) e «Ceneri e ardori» (1997). (fn)

 

I lavori dei vincitori:

Primo posto ex aequo:
Giulia Camiciottoli (Scuole Pie Fiorentine - secondaria di 2° grado)
Un filo
Arriccia
Striscia
Avvolge e lega
Prima una bocca
Rossa
Piena di vuoto
Poi un collo
Bianco
Che respira a vuoto
E giù allo stomaco
Dove soffoca il dolore
E giù le gambe
Dove esplode il calore
Arriccia
Striscia
Tira e spacca
L’umanità se ne va
E non lascia traccia
Un nodo nel cuore
Per non dimenticare
Arriccia
Striscia
Ferisce e uccide
Non sono altro
Che quel filo sottile
Quel male
E quel bianco mortale
Quegli occhi sbarrati
E quei sogni arrabbiati.

Riccardo Messeri (Scuola Poliziano – secondaria 1° grado)
La paura
Una poesia su un sentimento?
La fanno tutti ma che tormento
ne voglio fare una non con il solito sentimento, che viene dal cuore
non parlo né dell’amicizia e né dell’amore,
non parlo né della felicità e né della tenerezza,
un sentimento che ti dia una strana brezza,
un sentimento che ti riempia di adrenalina
che ti ghiaccia il cuore sia la sera che la mattina.
TROVATO! La paura,
una parola strana, spaventosa e dura
ma non parlo del castello col vampiro
o del bosco con il lupo mannaro
parlo del fegato malandato
e del nonno ammalato,
del mondo che ha fame
e il compito d’esame.
I mostri sì sono spaventosi
ma in questi film strepitosi
è consapevole la mia mente
che di vero non c’è niente.

Secondo posto
Niccolò Campus (Liceo Classico Dante – secondaria 2° grado)
L’inafferrabilità dei confini
Mente, vana mente,
perché mi
imponi voluttuose illusioni?
Mente, incomprensibile mente,
perché ti celi
dietro misteriose tenebre?
Mente, crudele mente,
perché strazi l’animo
di ombrosi fantasmi
in un istante
di lucida follia?
Mente, insaziabile mente,
perché mi trafiggi
con frecce di fuoco,
mostrando
la tua ancestrale natura?
E sei avida
di conoscenza
e gelosa del tuo sapere.
Ma con te,
mente, sorella,
mente,
le altisonanti frasi
fuggono
e nel silenzio
dei tuoi pensieri
mi sento
libero, inafferrabile...

Terzo posto
Chiara Aimée Burlamacchi (Scuola Machiavelli – secondaria 1°
grado)
Liberazione
Prima il freddo, il gelo, nessun rumore
così nel seme riposa il fiore:
troppo debole per fiorire,
troppo bello per morire.
Ma di calore lo colpì un raggio,
e questo calore era coraggio
che sciolse tutta la paura
liberando la creatura.
Più che un fiore una magia,
di mille colori un’armonia
finalmente uscita fuori,
liberata dai timori.

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