Lavoro, mezzo milione di euro per l'inserimento dei più deboli
Trecento segnalazioni e ottanta tirocini in aziende attivati in appena cinque mesi. È questo il primo bilancio del progetto FILI (ovvero Filiera d’Inserimento Lavorativo Integrata) finanziato dalla Provincia di Firenze, tramite risorse del Fondo Sociale Europeo, con mezzo milione di euro. In concreto FILI prevede una serie di azioni integrate per orientare al lavoro uomini e donne in particolari situazioni di difficoltà: detenuti ed ex detenuti, tossico e alcool dipendenti, soggetti in trattamento psichiatrico, nuove povertà, famiglie monoparentali, giovani disoccupati. Il progetto, promosso e finanziato dalla Provincia, è realizzato dal Comune insieme a Caritas, CIAO e Arci.
Il percorso definito da FILI parte con la presa in carico dell’utente, segnalato da Centri per l’impiego, servizi sociali del Comune ed enti carcerari, e prosegue con un iter di orientamento specialistico e di tutoraggio al lavoro. Una volta valutate le abilità lavorative del soggetto, la persona viene indirizzata verso percorsi formativi o di educazione al lavoro e, successivamente, a tirocini formativi in azienda, che prevedono un rimborso spese di 400€ mensili. L’équipe che svolge l’indagine conoscitiva e l’orientamento dei soggetti segnalati è composta da operatori Caritas, Arci, Ciao Firenze e da membri della Direzione Lavoro della Provincia di Firenze.
“Questo progetto è il frutto di una virtuosa collaborazione tra istituzioni e associazioni – commenta l’assessore alle politiche sociosanitarie e del lavoro Stefania Saccardi – in cui ognuno dà il suo contributo sulla base delle specifiche competenze. Come Amministrazione comunale mettiamo a disposizione la sede. Ovvero i locali del centro La Fenice, all’interno del complesso dell’Albergo Popolare. FILI è anche un progetto che rientra a pieno della nostra idea di servizi sociali sempre più orientati a interventi di recupero dell’autonomia delle persone in difficoltà piuttosto che all’assistenzialismo. E il lavoro in questo percorso è fondamentale”.
“Il progetto ha ricevuto un finanziamento piuttosto alto, sfiorando il mezzo milione di euro – spiega l’assessore provinciale a lavoro e formazione Elisa Simoni – . Investire in questa iniziativa ci è sembrata una scelta obbligata, data la particolare situazione sociale ed occupazionale che stiamo vivendo. L’emersione delle nuove povertà ci spinge a rivolgerci con particolare attenzione a donne sole con figli, a over25 disoccupati, a famiglie con invalidi o disabili e a tutti quei soggetti che ci vengono segnalati dalle Prefetture, dai servizi sociali e dagli stessi Centri per l’impiego”.
Se da una parte c’è la presa in carico delle persone a rischio di esclusione dal mercato del lavoro, dall’altra l’équipe si occupa anche di eseguire una mappatura delle aziende locali dove poter indirizzare i soggetti per i tirocini lavorativi, per incrociare al meglio domanda e offerta di lavoro. “Per noi si tratta di un progetto che entra concretamente nel vivo del tema dell’uguaglianza e delle pari opportunità di accesso al mondo del lavoro e che mostra tutta la sua importanza nelle fasi di crisi come quella che il nostro Paese sta attraversando” afferma la Presidente di Arci Firenze Francesca Chiavacci.
Tornando ai numeri, nel primi 5 mesi di attività, ossia nel periodo compreso tra ottobre 2011 e febbraio 2012, gli operatori hanno ricevuto in totale 300 segnalazioni (250 circa dalla città di Firenze e 50 dal resto del territorio provinciale). “Questi numeri già di per sé ci indicano la bontà del progetto – afferma Alessandro Martini direttore della Caritas di Firenze – e ci riempiono di soddisfazione. Certo, non possiamo nascondere anche un senso di preoccupazione per l’incremento nei numeri e nelle tipologie di tutte quelle persone che rischiano di restare al di fuori del mercato del lavoro”. Per 80 di loro la Commissione del progetto FILI ha approvato un finanziamento con una borsa-lavoro, di durata variabile tra i 2 e i 6 mesi, per un tirocinio all’interno di aziende, cooperative e botteghe artigiane dei più diversi comparti produttivi: dalla ristorazione alle pulizie, dal verde al giardinaggio fino alle imprese edili e alle attività di segreteria.
Un progetto, quindi, che riesce a dare a tutti un’opportunità in più: ai soggetti in difficoltà, che si avvicinano al mondo del lavoro con un periodo di tirocinio retribuito e che - rientrando nel mondo produttivo - acquistano maggiore fiducia nelle proprie capacità ed alle aziende del territorio, che non hanno oneri né a livello assicurativo né amministrativo-burocratico, e che dunque possono avvalersi di forza lavoro ulteriore senza spese.
Due le sedi per il progetto: il centro La Fenice presso l’Albergo Popolare (via della Chiesa 66) e il Centro per l’impiego provinciale in via del Pratellino.(mf)