Cultura, Di Puccio (gruppo Misto): "Firenze diventi Città delle opportunità"
“La cultura deve essere una sostanza deve quindi durare nel tempo, deve causare qualcosa, deve tramandare "come fare "qualcosa”. Lo ha detto il capogruppo del Misto di maggioranza Stefano Di Puccio intervenendo oggi in Consiglio comunale sul tema della cultura.“ Bene dunque gli eventi, i grandi concerti, i grandi nomi, cosi pure i grandi luoghi destinati ad accoglierli, ma come tali non bastano, l'evento di per sé accade, non crea, espone, evidenzia, poi finisce. La mia idea di cultura parte da più in basso, parte da quelle realtà grandi, ma piccole che esistono e lavorano con fatica a Firenze, le varie associazioni culturali, i piccoli operatori culturali che con tenacia ed ostinazione riescono a sopravvivere e continuare la programmazione dei loro cartelloni, quello che il sindaco oggi nel suo intervento ha definito eccellenza. Noi vorremmo che pittori, scultori, musicisti, attori, poeti trovassero nella nostra città l'humus, l'aria, il clima atto alla loro fioritura. Pensiamo a una città che attragga e vivifichi il bisogno d'espressione artistica e culturale. Con ambizione vorremmo che diventasse un punto di riferimento internazionale, ben oltre Berlino o Bilbao. Che scrittori e poeti da tutto il mondo venissero a sedersi ai tavolini dei caffè in piazza della Repubblica, che i pittori non fossero solo quelli di piazza Duomo o sul Ponte Vecchio. Se da una parte l'arte è ispirazione e genio, dall'altra è studio, esercizio, è pratica è lavoro costante: lavoro di lima come dicevano appunto i nostri artigiani . Tutto questo necessita di spazi, di supporto, di agevolazioni, di stimoli e di promozioni. Aiutiamo allora a far uscire alla luce tutti quegli artisti, quegli uomini e donne, di lettere e di musica, di pittura e di scultura, che già vivono nel nostro territorio, ai quali dobbiamo offrire la possibilità di esprimersi, di uscire dall'ombra in cui son confinati; diamo loro la possibilità di "fare", solo dopo potremo scegliere. Firenze deve diventare città delle opportunità. Tutto ciò è a costo zero? No di certo. Abbiamo poche risorse? Allora cerchiamo di sfruttarle al meglio! Facciamo in modo che anche i cosidetti eventi siano allora incremento e nutrimento del nostro operare nella direzione espressa.. Non preoccupiamoci solo del presente, guardiamo avanti, occupiamoci del futuro, di quel futuro che, in questo momento, ora mentre parlo, sta già arrivando. Firenze può tornare ad essere quello che è stata, Firenze deve tornare a creare, vorrei che Firenze diventasse la città delle opportunità" (lb)