Cultura, l'appello di Valdo Spini al Presidente Monti: "Una conferenza nazionale a Firenze"
Questo l'intervento del cacpogruppo valdo Spini durante il Consiglio comunale di oggi:
"Parlare di cultura è parlare di Firenze. Lo sanno molto bene milioni di turisti che vengono a Firenze non solo per visitare delle vestigia fisiche, delle opere d’arte incomparabili, bensì anche per ritrovare quei valori dell’Umanesimo e del Rinascimento che hanno reso la nostra città inconfondibile nel panorama delle città mondiali.
Parlare di cultura è quindi fare un atto d’amore verso Firenze, è qualcosa che travalica le contingenze, le maggioranze e le personalità per investire una nostra responsabilità di fondo nei confronti certamente delle nostre cittadine e dei nostri cittadini, ma anche nei confronti di chi, da fuori, guarda a noi con la simpatia ma anche con l’esigenza che si ha verso chi è chiamato a custodire e sviluppare non solo quelle opere ma anche quei valori.
Da questo punto di vista, noi vogliamo rilanciare l’idea di un “patto per la cultura” a Firenze con tutti i soggetti interessati. Anzi, visto che è in corso sulle colonne del “Sole 24 Ore” un dibattito sul tema del rapporto fra cultura e sviluppo, noi rivolgiamo un appello allo stesso Presidente del Consiglio Mario Monti perché il Governo, insieme al nostro Comune, si faccia promotore di una Conferenza Nazionale sull’argomento e che questa Conferenza si svolga nella nostra città per rilanciarne il ruolo di vero e proprio “giardino” della cultura italiana.
E’ quindi, questa, un’esigenza di lavoro comune che in qualche modo ci impegna e ci vincola tutti. In conseguenza non abbiamo mancato di rivolgere all’Amministrazione proposte costruttive, ultima delle quali la celebrazione del quinto centenario della stesura del “Principe” di Niccolò Machiavelli, che cadrà nel 2013.
Direi in proposito però che c’è bisogno anche di un chiarimento. Nel suo documento programmatico il precedente assessore alla cultura affermava che Firenze si trova da un lato nella situazione di una “ media città di provincia” e dall’altro di “una delle grandi capitali dell’arte e della cultura, numero uno delle città preferite dai turisti americani…e da gran parte dei loro omologhi sparsi nel mondo”.
Come ebbi già modo di dire, non è così. C’è una terza dimensione: Firenze non è solo una “ media città di provincia”, è uno dei pilastri del sistema culturale nazionale italiano. Lo attestano la presenza della Biblioteca Nazionale Centrale, dell’Istituto di Restauro delle Pietre Dure, del Maggio Musicale, dell’Accademia della Crusca etc. etc., fino ad arrivare allo stesso Istituto Geografico Militare. La storia insomma ha fatto di Firenze un punto di riferimento di particolare rilievo nella cultura del nostro Paese, non solo per le sue Gallerie e per le sue mostre, ma per le strutture culturali dell’attualità. Se si riconosce questo si assume il giusto taglio concettuale per affrontare il tema del rilancio e dello sviluppo di Firenze, se non si ha attenzione a questo, si oscillerà fra l’attrattiva verso il turismo culturale fine a se stesso o ad una ricerca di modernità sganciata dalla necessaria connessione che questa deve avere con il patrimonio culturale che noi rappresentiamo.
Sig. Sindaco, Sig.ri Consiglieri, ci è stato assegnato un tempo di sette minuti, e quindi, dopo aver fatto una dichiarazione politica di principio, dopo avere chiesto un necessario chiarimento di obiettivi e di metodi, passiamo ad un obiettivo concreto.
Meglio lasciare una proposta concreta che inseguire mille argomenti di cui non potremmo venire a capo.
Francois Mitterrand ha deciso di vincolare il suo nome ad una struttura come la Bibliotheque Nationale de France, altrimenti detta Très Grande Bibliothèque di Parigi. Noi abbiamo a Firenze una Biblioteca Nazionale Centrale che, per il suo patrimonio storico si colloca ad un livello superiore a quella di Roma e a livello di quelle di Parigi e di Londra. La sua pianta organica che prevedrebbe in teoria 334 addetti è ridotta di fatto a 183 più 20 giovani del servizio civile, ed ha un arretrato di 200.000 volumi da catalogare, su cui sta operando con successo il Servizio Civile. Ospita un Emeroteca Nazionale ed oggi si propone di far decollare il Centro Arti per lo Spettacolo ed il Centro per le Riviste, due strutture anch’esse di importanza nazionale che vanno nel senso della sua modernizzazione.
Occorre un grande rilancio, una nuova prospettiva.
In Costa San Giorgio vi è una struttura, la ex Caserma di Vittorio Veneto che a sua volta occupa gli ex Monasteri di San Girolamo e di San Francesco per un totale di 30.500 metri quadri, con importanti opere d’arte ed un bel parco. Il tutto versa in uno stato di deplorevole degrado e abbandono. Mi sento allora di sostenere in pieno la richiesta della Direzione della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze di collocare in quella struttura una grande espansione della nostra biblioteca fiorentina, per farla ancora più bella, più diversificata, più importante. Una grande sfida fra passato, presente e futuro, un atto di speranza e di fiducia nella capacità della nostra città di sviluppare il suo ruolo culturale nazionale ed internazionale. Se ci si sottrarrà alle tentazioni di un utilizzo mercantile dell’area di Costa San Giorgio e si punterà con decisione sul futuro, si farà un’opera di cui le nuove generazioni potranno beneficiare e in cui potranno riconoscersi. Spero e mi auguro che l’Amministrazione Comunale voglia muoversi in questo senso ponendo questa esigenza al Governo nazionale e segnando così una tappa importante del nostro cammino umano in questa città"
(lb)