Mercafir, l'assessore Meucci: "Stupore e perplessità per la nota dell'Ordine degli architetti"

"Nei nostri documenti tutte le risposte alle critiche. Basta leggerli"

“Stupore e perplessità”: questa la reazione dell’assessore alle Politiche del territorio Elisabetta Meucci, dopo aver letto la nota dell’Ordine degli architetti di Firenze sulle varianti urbanistiche che il Comune sta predisponendo su due importanti aree della città, Mercafir e Fortezza. Stupore dovuto anche al fatto che la nota “è stata inviata alla stampa prima dell’incontro di stamani tra amministrazione e ordini professionali, e dunque senza tener conto degli esiti del confronto” spiega l’assessore, che sottolinea anche come in questa sede i progetti, “pur con una condivisa richiesta di approfondimento su alcuni aspetti”, siano stati “ampiamente apprezzati da tutti i soggetti intervenuti, compresi i rappresentanti degli architetti. Circostanza che quindi ci lascia piuttosto perplessi”.
In merito alle critiche, in particolare sull’area Mercafir, l’assessore controbatte punto per punto. “Quando nella nota si sostiene che è necessario ‘indirizzare le proprie proposte esclusivamente in piena aderenza al concetto di ‘contrasto al consumo di suolo’, forse si dimentica che le proposte dell’amministrazione sull’area Mercafir sono identiche a quelle già presenti nel Piano Strutturale, in coerenza con il principio volumi zero, e addirittura utilizzano le stesse superfici e propongono una riduzione dei volumi”. E ancora: “Quando si evidenzia che questa amministrazione vuole ‘proseguire, come nel passato, nella procedura delle varianti al PRG, ritenuta assolutamente anacronistica’, si dimentica un elemento fondamentale: dopo l’approvazione del Piano strutturale, le scelte dell’amministrazione sono tutte perfettamente coerenti con il Piano stesso e con la sua visione della città. Anzi: la variante Mercafir non solo attua i numeri delle funzioni già definiti, ma anticipa puntualmente le previsioni del regolamento urbanistico”.
Prosegue l’assessore: “Quando si sostiene ‘prima si fanno le opere e poi le infrastrutture’ si dimenticano due punti fondamentali. Il primo riguarda gli interventi già in atto: la linea 2 della tramvia in fase di realizzazione, lo svincolo di Peretola (finanziato da Autostrade) in fase di autorizzazione finale, i parcheggi scambiatori già previsti nel PRG. Ma gli architetti scordano anche che i documenti spiegano chiaramente come la sostenibilità dell’interevento alla Mercafir sia possibile solo se esistono tramvia, svincolo e parcheggi. Sorge il dubbio che quei documenti non siano stati neppure letti, visto che non ci si è accorti che l’intervento ricomprende la nuova sistemazione dell’attuale mercato ortofrutticolo nella zona nord; altrimenti, la nota non potrebbe sostenere che è necessario ‘approfondire tutto il tema della riqualificazione (rifacimento completo) delle strutture del Centro Alimentare Polivalente’.
E ancora: “Quando gli architetti sostengono che ‘sarebbe molto più opportuno per la città concentrare risorse ed energie nella elaborazione speditiva del nuovo regolamento urbanistico’, si dimenticano che questa amministrazione nell’arco di 15 mesi, utilizzando i propri uffici, è stata in grado di approvare un Piano strutturale: e quindi forse può permettersi di dedicare parte dei suoi validi professionisti, per poco più di un mese di tempo, a cogliere l’opportunità che il governo ha concesso con l’art 27 del ‘Cresci Italia’”.
Infine l’assessore replica anche ad un rilievo riguardo la Fortezza da Basso: “Quando si afferma che ‘la variante relativa alla Fortezza è un progetto e non una variante urbanistica’, sarebbe necessario ricordare la differenza tra progetto e piano di recupero, che sicuramente gli architetti non possono non sapere. Ma parrebbe anche necessario ricordare che nel 2010 l’amministrazione ha ritenuto opportuno seguire un approccio più complesso e articolato per il futuro della Fortezza, e quindi non solo un semplice piano unitario come redatto negli anni passati, ma uno studio più approfondito con il piano di recupero, per definire in maniera più articolata lo studio e quindi la variante”.