Giornata del Ricordo, Giuliani (Pd): "Grande commozione per la tragedia delle Foibe"

"E' con grande emozione che abbiamo ascoltato oggi in Consiglio Comunale la prolusione del professor Enrico Nistri sulla Giornata del Ricordo" Lo ha detto la consigliera del Pd Maria Federica Giulaini (Pd) durante il Consiglio comunale dedicato alla Giornata del Ricordo. "La tragedia delle Foibe - ha spiegato Giuliani- è sempre stata presente nei racconti della mia famiglia, un ricordo pieno di dolore e di pudore che aleggiava nelle parole dei più grandi ma di cui non si parlava apertamente, troppo era stato l'orrore e il ricordo era ancora relativamente molto vicino per essere stato rielaborato, troppo grande e così pieno di sofferenza. In casa mia se alla radio o in televisione veniva trasmesso l'Inno di Mameli, tutti si mettevano in piedi sugli attenti, grandi e piccini, con la mano destra sul cuore. Era una cosa che noi più piccoli ovviamente facevamo senza consapevolezza, ignorando il significato profondo che quel gesto racchiudeva, tutto quel dolore e tutte quelle traversie passate avevano segnato ancora più con forza solo una cosa: l'amore e l'orgoglio di essere Italiani. Quella delle Foibe è per il nostro paese una ferita ancora aperta perchè volutamente ignorata per sessant'anni per, diciamo, "imbarazzi politici" e la grande dignità di quelle popolazioni. Mio padre e mio nonno erano triestini, mia nonna e le sue sorelle di Pola. A loro furono requisita la casa e confiscati tutti i beni. Furono fra quelli fortunati però, perchè furono accolti da altri parenti. Sì perchè insieme all'enorme tragedia e incredibile crudeltà delle Foibe, per cui fra il 1943 ed il 1947 diecimila persone furono uccise, gettate vive o morte nelle cavità carsiche "infoibate", vi fu la tragedia degli esuli dalmata-giuliani che subirono una doppia ingiustizia, costretti ad abbandonare tutto perchè italiani ed emarginati nei campi in patria, confinati come se non fossero anche loro davvero italiani. A Trieste, a differenza delle altre città italiane, la liberazione alla fine della seconda guerra mondiale, coincise con l'inizio di un incubo. Una pagina per lungo tempo dimenticata e rimossa anche da tanti triestini che l'avevano vissuta ed avevano il profondo desiderio di cancellare il ricordo di quell' incubo. Oggi il Monumento eretto alla foiba di Basovizza di Trieste, originariamente un pozzo minerario che si stima sia stata la tomba per almeno 2000 persone infoibate, è divenuto Monumento Nazionale e tiene alta la memoria ed il sacrificio di tanti italiani. Noi dobbiamo raccontare, ricordare e capire. "Si tratta di azioni di terrorismo nazionalista che nulla hanno da invidiare, per metodi e conseguenze, ad ogni altro eccidio di quegli anni e non hanno alcuna giustificazione storica" scriveva il professor Nicola Tranfaglia dalle pagine de L'Unità nel 1996. Oggi non è più stagione di distinguo e strumentalizzazioni, è venuto il momento di ricordare davvero questi Italiani ed il loro sacrificio rimasto incomprensibile anche a quelli che lo hanno vissuto, costretti da ideologie in cui nemmeno si riconoscevano.

Ringrazio l'assessore De Giorgi che in questi anni si è fatta promotrice di questo messaggio tenendo alto il ricordo di questa tragedia e facendosi carico di trasmettere questa parte di storia ancora non troppo conosciuta alle nuove generazioni così come racccomandato nella legge istitutiva del Giorno del Ricordo, avvenuta solamente con la legge n.92 nel 2004: " La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all'estero"

(lb)