Foibe, Torselli (PdL): "Basta con la sinistra di lotta e di governo', istituzioni, associazioni, sindacati scelgano da che parte stare"
Questa la lettera aperta che il consigliere del PdL Francesco Torselli, Dirigente Nazionale della Giovane Italia, ha reso pubblica quest’oggi, rivolgendosi in particolar modo ai massimi esponenti delle istituzioni locali, nonché ai partiti politici, ai sindacati ed alle associazioni fiorentine, in merito alla manifestazione in ricordo dei martiri delle foibe in programma a Firenze, domani pomeriggio, con partenza dal Parterre (Via Mafalda di Savoia) alle 17.00.
(fdr)
“Carissimi,
da qualche giorno si stanno rincorrendo sulla stampa e sulla rete una serie di prese di posizioni e di dichiarazioni che hanno aperto, come del resto accade ogni anno, un serrato dibattito attorno al significato del ‘Giorno del Ricordo’ e sulle modalità scelte per la sua celebrazione.
Mi preme, da consigliere comunale di Firenze, rivolgere il primo pensiero, all’assessore all’Educazione del nostro comune Rosa Maria Di Giorgi, per ringraziarla di aver dato a questa ricorrenza tutta l’attenzione che merita. Ancora una volta Palazzo Vecchio si aprirà alle scuole e dedicherà la prima parte del prossimo consiglio comunale al ‘Giorno del Ricordo’ dimostrando come la volontà dell’assessore Di Giorgi sia quella di trasmettere ai più giovani una memoria storica che consenta loro di crescere pienamente consapevoli degli errori del passato.
E veniamo alla manifestazione in programma per domani a Firenze. Da troppe parti ho sentito piovere su chi ha organizzato questa iniziativa accuse di voler strumentalizzare la storia o, peggio, di voler propagandare odio.
Sono stato per 10 anni presidente di Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale che 6 anni fa, per la prima volta, raccolse l’invito del ‘Comitato 10 Febbraio’ affinché anche a Firenze vi fosse un’iniziativa pubblica, di piazza, per ricordare l’eccidio delle foibe ed il dramma dell’esodo dei giuliano-dalmati e degli istriani dalle loro terre natie, quindi conosco bene lo spirito che anima i ragazzi che oggi, sotto le insegne della Giovane Italia e di Casaggì, portano avanti, peraltro a proprie spese, questa bellissima iniziativa.
Se, come qualcuno dice, avessimo voluto strumentalizzare il ‘Giorno del Ricordo’ per mostrare i muscoli e dare una prova della capacità di mobilitazione di una precisa parte politica, avremmo colto al balzo l’occasione del maltempo e dell’emergenza neve per annullare la manifestazione, consapevoli, come siamo, che l’ondata di freddo e di intemperie che sta investendo in queste ore il nostro paese limiterà fortemente il numero dei partecipanti.
Molto più dura è invece la replica che meritano coloro che stanno additando la manifestazione come una ‘parata neofascista’ o come un’iniziativa che inneggia all’odio. Fin dalla sua prima edizione, nonostante l’organizzazione sia sempre stata curata dai giovani di AN prima, e del PDL poi, gli stessi organizzatori hanno sempre scelto di sfilare senza alcun simbolo di partito. Nessuna bandiera differente da quella tricolore è mai stata sventolata ed anche quest’anno, saranno i colori di quella nazione che hanno amato a costo della loro vita i martiri delle foibe, gli unici colori che sventoleranno per le strade di Firenze.
Ho già avuto modo di esprimere il mio pensiero in merito a chi, ogni anno, indice contro cortei inneggianti a Tito, a Stalin ed agli autori degli eccidi lungo il confine orientale al termine della seconda guerra mondiale. Rappresentano un’anomalia tutta fiorentina che certo non fa onore al carattere democratico, civile e tollerante del quale la nostra città è da sempre icona nel mondo.
Ma la cosa più grave è come, questi pochi servi sciocchi della più bieca ideologia, ogni anno trovino sponda in quella parte della sinistra che bene incarna il concetto ‘di lotta e di governo’ e che la porta ad essere, a seconda delle circostanze, soggetto istituzionale o autonomia di piazza.
Mi rivolgo in special modo ad alcune sigle sindacali che hanno tacciato il corteo di domani di ‘apologia di fascismo’ accusando i manifestanti di aver sfilato, gli anni scorsi, con vessilli dichiaratamente fascisti. Vogliamo sperare che questi soggetti non perseguano in quel brutto vizio passato di identificare il tricolore con il fascismo, perché altri vessilli non sono mai stati usati, né saranno usati domani.
E lo stesso discorso vale per l’ANPI, associazione che vanta tutti i crismi dell’istituzionalità quando c’è da prendere parte ad iniziative pubbliche organizzate da comuni, province e regioni, nonché quando c’è da ricevere finanziamenti dallo Stato, ma poi non manca di aderire a contro cortei nei quali volantini di propaganda si accusa un ex-Ministro della Repubblica di aver sottratto soldi pubblici per finanziare organizzazione neofasciste o quando si taccia il PDL di essere il mandante politico dell’infame assassinio dei due ragazzi senegalesi avvenuto a Firenze lo scorso dicembre.
Serve chiarezza. E chiarezza deve essere fatta. Il corteo di domani non è di “tizio” o di “caio”, non è di destra, né di sinistra. Il corteo di domani è organizzato dalla Giovane Italia e da Casaggì, ma è aperto a chiunque voglia prendervi parte, a tutti quei fiorentini che vogliono ricordare, prescindendo dal proprio orientamento politico.
Ed a tal proposito come non ricordare la presenza, due anni or sono, del Presidente del Consiglio Comunale, Eugenio Giani, uomo di sinistra, ma prima ancora uomo di grande intelligenza, che volle dare un segno chiarissimo a tutta la città, ovvero che vi sono, nell’arco dell’anno, centinaia di occasioni per dividersi politicamente, ma per fortuna esistono anche qualche occasione in cui si può ricordare assieme le pagine più tragiche e significative della storia del nostro paese.
Spero di aver contribuito, con queste poche righe, a fare un po’ di chiarezza sul significato della manifestazione di domani e soprattutto di aver posto l’accento, una volta per tutte, su quale sia lo scopo di questa iniziativa. Chi ama strumentalizzare la storia, chi gode nel perpetrare divisioni e chi fa dell’odio la propria bandiera politica, domani, non sarà in Largo Martiri delle Foibe a deporre la nostra corona di fiori.
Questo è un appello a tutti quei fiorentini che credono che la costruzione di una memoria condivisa sia possibile. Chi diserterà per motivi politici l’iniziativa sappia di aver compiuto un piccolo passo nella direzione opposta.
Ecco perché io ci sarò.
Francesco Torselli”.