"Più aperti, più liberi? Gli orari del commercio", l'intervento del consigliere Pugliese (Pd) alla tavola rotonda in Palazzo Vecchio

Questo l'intervento del consigliere del Pd Andrea Pugliese fatto in apertura dei lavori della tavola rotonda "Più aperti, più liberi? Gli orari del commercio” organizzata dal gruppo Pd che si è svolta questo pomeriggio nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio

"Doil benvenuto nel Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio e li ringrazio per essere intervenuti all’iniziata organizzata dal Gruppo del PD in Consiglio Comunale.
Saluto e ringrazio:
Ugo Baldi, Amministratore Delegato Conad per il Tirreno,
Giovanni Cobolli Gilli, Presidente di Federdistribuzione,
Ivan Ferrucci, Consigliere regionale del PD e membro della Commissione Sviluppo Economico,
Franco Martini, Segretario Nazionale FILCAMS-CGIL,
Giuseppe Minigrilli, Presidente Federconsumatori della Toscana,
Dario Nardella, Vicensindaco del Comune di Firenze con delega allo Sviluppo Economico,
Uliano Ragionieri, Presidente Confesercenti a Firenze,
Roberto Ravazzoni, professore all’Università di Modena dove insegna Economia e gestione delle imprese,
Alessandro Tani, Asset Manager dell’Eurocommercial Properties,
Lorenza Giani, Segretaria del PD di Firenze che concluderà questa tavola rotonda, moderata dalla giornalista del quotidiano La Repubblica Maria Cristina Carratù.

Perché una tavola rotonda dal titolo “Più aperti, più liberi? Gli orari del commercio”.
Ce n’era veramente bisogno?
Noi crediamo di sì, per una serie di ragioni.
Innanzitutto, perché il tema delle liberalizzazioni degli orari degli esercizi commerciali è dibattuto da tanto tempo e in questo periodo è diventato molto di attualità. Sia per il provvedimento del Governo Monti e sia perché anche in questo Consiglio Comunale la questione è molto discussa, da ancora più tempo, rispetto, sia al decreto “Salva Italia e cresci Italia” e sia anche alla controversia scaturita tra la Regione Toscana e l’esecutivo nazionale. In ogni caso, incanalare in un binario normativo gli orari di apertura dei negozi va incontro a una situazione che, di fatto, vede molta arbitrarietà in questo settore.
Attualmente molti negozi, generalmente gestiti da stranieri, sono aperti ininterrottamente ma lo stesso accade per i negozi di ultima generazione che distribuiscono automaticamente pasti e bevande. Siamo davanti ad una deregulation ed è per questo che è necessario migliorare il sistema, regolandolo con una normativa precisa e chiara che consente a tutti di allungare il proprio orario di apertura dei negozi. Regolamentare significa, anche, tutelare: i negozianti, i dipendenti e i consumatori.
Poi, basta pensare alla positiva risposta di pubblico in occasione delle aperture domenicali, della Notte Bianca e di tutte quelle iniziative organizzate anche la sera dai Centri Commerciali e dalle associazioni di negozianti.
Le esigenze dei cittadini sono cambiate: si sono diversificate e sono diverse rispetto al passato come sono diversi gli orari di lavoro. Ad esempio, già da tempo se ne è accorto chi gestisce le emittenti televisive e le programmazioni sono cambiate: i telegiornali ci sono fino alle 21,00 e i programmi in prima serata non iniziano prima delle 21,00- 21,15. Anche il settore dei bancari si è dovuto adeguare prevedendo nei contratti la possibilità di assicurare ai cittadini servizi di sportello fino alle 22,00.
La questione della deregulation degli orari degli esercizi commerciali nasce dalla legge Bersani del 2006 sulla “liberalizzazioni delle licenze commerciali” ed è all’ordine del giorno dei lavori della prossima seduta del Consiglio Comunale di Firenze che dovrà discutere e votare la mozione che chiede al sindaco di “dare disposizioni agli uffici competenti di elaborare una normativa che consenta di prolungare gli orari di chiusura degli esercizi di vendita al dettaglio oltre quelli previsti dalle attuali ordinanze sindacali”. È una mozione che è stata approvata dalla commissione consiliare sviluppo economico il 13 luglio 2010 e questa tavola rotonda dovrà servire anche a creare un momento di discussione e di riflessione in vista del voto sulla mozione che ha determinato diverse correnti di pensiero anche all’interno della stessa maggioranza che amministra questa città.
Per questo motivo, il Gruppo Consiliare del PD ha invitato alcuni esponenti di diversi settori della comunità: del mondo economico, sindacale, politico e di tutela degli interessi dei consumatori. Tutti, in modo eterogeneo, potranno fornire il proprio contributo alla discussione.
Le novità espresse dal decreto del Governo Monti riguardano tutti: sia gli esercizi commerciali che gli utenti. Tutti i cittadini saranno investiti da queste novità che si sono rese necessarie sia per cercare di dare un maggiore impulso alle vendite e sia per andare incontro alle esigenze dei lavoratori-acquirenti. È stata richiesta e ottenuta un’estrema flessibilità per quello che riguarda le attività lavorative e, di conseguenza, non era più concepibile rimanere con degli orari blindati per i negozianti.
Ad esempio: la panificazione no-stop va in questa direzione. Legittima e regolamenta una pratica che per molte catene di distribuzione (sia grande che al dettaglio) è già attuata da anni e garantisce ai consumatori la possibilità di avere il pane fresco anche la domenica.
In ogni caso bisogna precisare un aspetto molto importante del decreto “Salva Italia”: la liberalizzazione degli orari di lavoro non è un obbligo per tutti gli esercizi commerciali ma è una possibilità che viene concessa ai negozianti. Chi vuole e ritiene di poterlo e doverlo fare estenderà i propri orari di apertura chi, invece, è di parere opposto non lo farà. Non ci sarà una coercizione alle aperture notturne o domenicali.
Non è un obbligo di apertura per tutti i negozi ma è la facoltà che viene concessa di rimanere aperti, offrendo un servizio alla collettività, da parte di quei negozianti che lo ritengono opportuno e possibile.
Questo cambiamento, però, non dovrà ricadere passivamente sulle spalle dei dipendenti, dei lavoratori nei negozi: è necessario che anche loro ne traggano beneficio ed è necessario che chi deve vigilare sulle tutele dei lavoratori lo faccia.
E ci rivolgiamo sia ai sindacati che agli organismi competenti della Pubblica Amministrazione e delle Forze dell’Ordine.
Questa liberalizzazione non può e non deve creare uno sfruttamento dei lavoratori ma maggiori possibilità di lavoro anche con nuove assunzioni e maggiori possibilità di guadagno: sia per i lavoratori che per i negozianti. Deve contribuire a muovere l’economia perché la crisi si combatte anche in questo modo.
“Abbassare i prezzi, aumentare lo stipendio netto e rilanciare i consumi”: sono questi i tre obiettivi che il Governo Monti spera di raggiungere con il decreto sulle liberalizzazioni.
Cito un passaggio dell’articolo del Sole24Ore dello scorso 20 gennaio in cui viene riportato anche uno studio di Bankitalia al quale l’esecutivo ha fatto riferimento nella relazione presentata alle Camere. “Grazie a questo provvedimento il Governo ritiene che nel lungo periodo i consumi e l'occupazione possano crescere dell'8% laddove i salari reali (intesi come la differenza tra la retribuzione e l'inflazione) potrebbero aumentare addirittura del 12%”.
La mozione che sarà discussa in Consiglio Comunale sollecita anche la promozione nei confronti della Regione Toscana e del Governo di una revisione normativa sull’orario notturno degli esercizi di vendita con particolare riferimento alle nuove esigenze delle città metropolitane e di richiamo turistico e culturale internazionale.
Proprio perché all’estero la liberalizzazione degli orari dei negozi è già attuata da tempo e chi viene in Italia per turismo o per lavoro si aspetta di trovare analoghe possibilità.
Alla luce di tutto questo, chiediamo anche alla Regione Toscana maggiore lungimiranza e di “fare un passo indietro” rispetto all’arida polemica che ha innescato con il Governo Monti proprio in occasione del “Decreto salva Italia”.
Bisogna prendere coscienza che i tempi sono cambiati: a Firenze come nel resto del mondo ed è necessario che chi amministra le città se ne renda conto e ne prenda atto. Noi oggi, in questa tavola rotonda, vogliamo cercare di dare il nostro contributo alla discussione su questo importante tema.
Vi saluto, auguro a tutti buon lavoro e passo la parola alla giornalista del quotidiano La Repubblica Maria Cristina Carratù"

 

(lb).