Acqua, Grassi e De Zordo: "A parole un passo in avanti del PD ma rimane ambiguità sulla volontà di procedere verso la ripubblicizzazione del servizio idrico"

"Da un lato si dichiara di voler rispettare il referendum, ma si boccia la mozione sul 7% di remunerazione del capitale"

“L’approvazione dell’ordine del giorno presentato dal PD che chiede anche la modifica dello Statuto di Publiacqua per rispettare l’esito referendario dello scorso giugno rappresenterebbe di per sé un passo in avanti, ma i dubbi e le ambiguità aumentano se si considera che nella stessa seduta sono stati bocciati entrambe le mozioni da noi presentate per chiedere di procedere all’abrogazione del 7% di remunerazione garantita del capitale investito così come prevede l’esito del secondo quesito referendario e l’avvio del percorso di ripubblicizzazione del settore idrico”. Lo affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi, rappresentante di FdS, SEL, Verdi e Ornella De Zordo di PerUnaltracittà.
“Sui tempi e sulla volontà concreta di procedere verso la ripubblicizzazione del servizio idrico la maggioranza non è chiara e anche invocare la legge regionale recentemente approvata sul riordino della governance su acqua e rifiuti vuol dire non considerare la volontà dei cittadini espressa nei referendum sull'acqua. La ripubblicizzazione del servizio idrico certamente è un processo complesso e graduale, tuttavia così come nella legge occorreva indicare questa prospettiva e su quella plasmare l'impianto istituzionale, anche sulla mozione discussa in Consiglio comunale questa prospettiva è solo lontanamente accennata.
Il valore dell'acqua bene comune e il rispetto della volontà dei cittadini sono elementi essenziali di buona politica e per noi la battaglia continua, sperando che le ambiguità e le incertezze su tempi e prospettiva si possano chiarire il prima possibile con la discussione in aula della delibera, annunciata nell’ordine del giorno, di modifica dello Statuto di Publiacqua. Non vorremmo che si sia voluto fare bella figura sulla carta ma poi quando si tratta di cambiare concretamente gli Statuti e le regole, ci si nasconda dietro false scuse e poco credibili rinvii” concludono i due Consiglieri.

(fdr)