L'Italia sono anch'io, via libera del Consiglio alla risoluzione di adesione alla campagna
Una adesione formale, ma importante, che dà il giusto rilievo al tema dei diritti dei cittadini immigrati e alle migliaia di adesioni registrate in questi mesi in città. Così Francesca Chiavacci, consigliera comunale del Pd, commenta l'approvazione in aula nella seduta odierna dell'adesione del Consiglio comunale a 'L'Italia sono anch'io', campagna promossa da 18 organizzazioni della societò civile italiana che punta a presentare due proposte di legge di iniziativa popolare per dare la cittadinanza ai bambini nati in Italia da genitori stranieri ed estendere il diritto di
voto alle elezioni amministrative agli immigrati residenti nel nostro Paese. "In questi mesi - prosegue Francesca Chiavacci - il Comitato promotore fiorentino, composto da associazioni, reti, partiti e sindacati, ha raccolto circa 4mila firme, che costituiscono un bel contributo agli obiettivi nazionali della campagna.. Secondo le statistiche comunali pubblicate di recente, nel 2010 a Firenze sono 951 i bambini nati da genitori stranieri. In media ogni anno in Toscana su 33mila nascita, 6mila bimbi nascono da genitori immigrati. Modificare la legge sulla cittadinanza introducendo forme di ius soli - aggiunge Chiavacci - significa compiere un gesto di civiltà, perchè come
ha anche affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, chi nasce e cresce nel nostro Paese deve essere cittadino italiano" La campagna infatti si propone una legge di iniziativa popolare che modifichi la Legge del 5 febbraio 1992 n. 91 ‘Nuove norme sulla Cittadinanza’. "Nascere in Italia - ha aggiunto la presidente della commissione pace Susanna Agostini- ma non essere considerati italiani come accade a chi ha genitori di origine straniera quando, compiuti i 18 anni, chiede la cittadinanza italiana. Non è concepibile che si accolgano i bambini, anche attraverso i ricongiungimenti, bambini che si formano nelle stesse scuole dei nostri figli, ci giocano insieme e ragionano intorno agli stessi bisogni di crescita serena, e poi li si escluda dalla cittadinanza. Di pari passo trova sostenitori anche la proposta di avere il diritto di voto quando un lavoratore straniero da più di 5 anni paga le tasse e contribuisce allo sviluppo del Paese. Abbiamo ascoltato con attenzione le osservazioni emerse dal dibattito in strada sollecitato dai promotori, un dibattito che se anche non porta tutti i cittadini a sottoscrivere la petizione, sta favorendo un approfondimento su un tema di diritti umani e civili che avevamo bisogno di non sottacere. Ringraziando il comitato, ci siamo impegnati a dare ‘gambe istituzionali’ al completamento della raccolta delle firme, alle necessarie attività di supporto amministrativo, e a mantenere il sostegno politico a questa iniziativa che alla fine dovrà far scaturire anche un rinnovato impegno del Comune di Firenze sul tema della rappresentanza istituzionale delle comunità straniere. Nella prima metà di febbraio incontreremo Provincia e Regione per capire come proseguire il percorso verso l'election day”. (lb)